“Nelle società contemporanee, e quindi anche in Camerun, si osserva una erosione dei punti di riferimento morali che un tempo guidavano la vita collettiva”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, che incontrando il mondo universitario nell’Università Cattolica dell’Africa Centrale, a Yaoundé, ha denunciato come “oggi si tende ad approvare in modo superficiale alcune pratiche un tempo considerate inaccettabili”, poiché “i mutamenti sociali, i vincoli economici e le dinamiche politiche influenzano i comportamenti individuali e collettivi”. In questo contesto, il compito dell’università è “formare pionieri di un nuovo umanesimo nel contesto della rivoluzione digitale, di cui il continente africano conosce bene non soltanto gli aspetti ammalianti, ma anche il lato oscuro delle devastazioni ambientali e sociali procurate dall’affannosa ricerca di materie prime e terre rare”. “Non guardate dall’altra parte”, l’invito di Leone XIV : “Senza questa fatica educativa, l’adattamento passivo alle logiche dominanti verrà scambiato per competenza, e la perdita di libertà per progresso”. Ciò vale tanto più in rapporto alla diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale, “che organizzano sempre più pervasivamente i nostri ambienti mentali e sociali. Come ogni grande trasformazione storica, anche questa richiede non solo competenze tecniche, ma una formazione umanistica capace di rendere visibili le logiche economiche, i pregiudizi incorporati e le forme di potere che modellano la percezione del reale”.