“Ciò che emerge con chiarezza dalla letteratura scientifica è che la cura della relazione, la competenza relazionale, rappresenta la prima e fondamentale forma di prevenzione rispetto a ogni tipologia di abuso”. Lo ha affermato Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Cei (Sntm), aprendo ieri il II Incontro nazionale dei referenti territoriali, in corso a Roma sul tema “Rispetto. Generare relazioni autentiche”. Per Griffini, “il safeguarding non può restare un ambito specialistico, separato o delegato a pochi, ma è chiamato a diventare parte dell’ethos quotidiano delle nostre comunità cristiane, una missione comunitaria permanente, dimensione strutturale e ordinaria della vita ecclesiale”. Al centro dell’intervento, il tema della vulnerabilità come “luogo teologico e antropologico”: “È necessario educarci a riconoscere la vulnerabilità come tratto ontologico dell’essere umano”. Griffini ha anche anticipato un gesto simbolico previsto per la chiusura: a ogni rappresentante diocesano sarà consegnato un crocifisso destinato ai centri di ascolto, “realizzato con i legni dei barconi che hanno attraversato il Mediterraneo”. “Chi giunge ai nostri centri di ascolto ha spesso compiuto una traversata simile, non geografica ma interiore”, ha concluso.