Diocesi: Padova, domani incontro su “Qui dilexit me et tradidit seipsum pro me”

“Qui dilexit me et tradidit seipsum pro me” (il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me). Prende spunto da questa citazione della Lettera ai Galati la mattinata proposta dalla Biblioteca antica del Seminario vescovile di Padova che si terrà domani, sabato 18 aprile,  e vede protagonista il pregiato Salterio francese del XIII secolo, lì conservato. Un prezioso manoscritto duecentesco appartenuto a una badessa del monastero di San Pietro – Bartolomea da Carrara – che alla sua morte, avvenuta nel 1413, lo lasciò alla comunità monastica e a seguito delle soppressioni napoleoniche arrivò al vescovo Dondi Dell’Orologio che lo donò poi alla Biblioteca del Seminario. Un salterio di particolare pregio artistico realizzato alla corte di Luigi IX di Francia e molto probabilmente utilizzato per la preghiera personale. Attorno al Salterio don Gianandrea Di Donna, docente di Liturgia, proporrà alcune “Considerazioni pasquali” a partire dalle miniature. “Il Salterio, manoscritto 353, – sottolinea Di Donna – è uno dei capolavori più pregiati della Biblioteca antica del Seminario. La mattinata di riflessione è il tentativo di guardare al modo con cui gli antichi sapevano collegare con le immagini i testi ineguagliabili del santo profeta Davide – i Salmi – in cui un principio è chiarissimo: tutto quello che avviene nel salmo riguarda la carne, la vita dell’uomo e l’uomo rappresentato in queste immagini straordinarie trova nella Parola di Dio – nei salmi – il senso stesso della sua esistenza. E per questo oltre alle immagini del Salterio, la Schola Venantius Fortunatus della Cappella musicale della Cattedrale ci allieterà con alcuni brani di polifonia antica e canto gregoriano, la musica sacra del tempo. Ci auguriamo possa essere un incontro tra arte, teologia e verità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia