Scuole paritarie: Agorà della parità al ministro Valditara. “I docenti devono ancora lottare per ottenere il titolo abilitante previsto dalla Legge 62/2000”

“Ma le scuole paritarie hanno bisogno che i loro docenti possano partecipare al concorso straordinario per la scuola statale?”. Questo l’interrogativo provocatorio posto a nome di Agorà per la parità da Viginia Kaladich, presidente Fidae, e Massimiliano Tonarini, presidente Cdo Opere Educative, in una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dopo il suo annuncio di un emendamento ad un prossimo decreto legge, per far sì che i 36 mesi di insegnamento in una scuola paritaria siano equivalenti a quelli nella scuola statale ai fini della partecipazione al concorso straordinario che sarà bandito prima dell’estate per l’assunzione di circa 35mila docenti.
La riforma introdotta con il Dl 36/2022 (c.d. Pnrr 2) che delinea la riforma della formazione iniziale, dell’abilitazione all’insegnamento per la scuola secondaria e le modalità di accesso ai ruoli nella scuola statale è ancora in attesa di un decreto attuativo da luglio 2022 e quindi sostanzialmente inattuata, e da qui anche la necessità di un concorso straordinario per 35mila posti nella scuola statale. Le associazioni di Agorà osservano che se il periodo transitorio previsto dalla riforma prevede da una parte “agevolazioni e sconti sui crediti per il reclutamento nella scuola statale, dall’altra non prevede agevolazioni per chi insegna già da anni nelle scuole paritarie”. L’ingiustizia, prosegue la lettera, “non è il fatto che le carriere non siano equiparate ai fini del concorso per il ruolo nello Stato, l’ingiustizia sta nel fatto che l’ultimo percorso abilitante si è tenuto nel 2015 e che un docente di scuola paritaria, per ottenere l’abilitazione all’insegnamento,
abbia dovuto negli ultimi anni partecipare ai concorsi ordinari per il reclutamento nello stato al fine di ottenere un titolo idoneo. Stimiamo siano più di 15mila i docenti della scuola secondaria non abilitati che insegnano da anni nelle scuole paritarie e, ci pare doveroso ricordarlo, molti di loro si erano iscritti ad un concorso solo abilitante previsto dal Dl n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019 e bandito con Dd n. 497/2020, integrato con Dd n. 748/2020 che non è mai stato espletato”.
Se la notizia annunciata dal ministro verrà confermata, essa “contribuirà solo a mettere ancora più in difficolta le scuole paritarie i cui docenti saranno costretti a partecipare al prossimo concorso straordinario per avere il titolo richiesto ad insegnare in queste scuole che hanno ancora troppe poche armi per competere dal punto di vita economico” perché “la strada per una attuazione piena della parità sembra essere ancora lunga”. Le scuole paritarie, conclude l’Agorà, “devono lottare affinché il lavoro dei propri docenti venga onorato attraverso un percorso certo per ottenere il titolo abilitante previsto dalla Legge 62/2000 e, possibilmente in modo più snello per chi vi lavora già da anni, e devono con insistenza pretendere la parità economica per le famiglie che iscrivono i figli in queste scuole facenti parte dell’unico sistema di istruzione, unica strada per poter garantire una vera libertà di scelta a tutti, anche ai docenti”.

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