Inquinamento: don Bignami (Cei), “assumere l’atteggiamento della cura, offrendo una testimonianza cristiana intorno ai temi legati a salute, vita e sofferenza delle persone”

“Quello di sabato è un appuntamento importante dal punto di vista della Chiesa italiana. La Settimana sociale dei cattolici di Taranto, a ottobre 2021, ha messo a tema il recepimento della Laudato si’ nel nostro Paese, sotto il profilo economico, politico, sociale ed ecclesiale”. Lo ha detto don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, intervenendo on line alla conferenza stampa di presentazione del Convegno nazionale promosso dalla Conferenza episcopale italiana (Commissioni per il servizio della carità e della salute e per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace) dal titolo “Era cosa molto buona – Custodire le nostre terre: salute, ambiente, lavoro”, che si terrà sabato 4 marzo a Vicenza. “Proprio sul ruolo della Chiesa vogliamo attuare un’opera anche educativa e formativa perché ci siamo resi conto, sia come Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro sia come Ufficio nazionale per la pastorale della salute, che da un punto di vista pastorale abbiamo bisogno di appropriarci di alcune dinamiche che al momento faticano a essere vissute – ha chiarito don Bignami –. Penso ai numerosi territori nel nostro Paese che vivono in qualche modo una crisi legata all’ambiente perché ci sono siti inquinati, ci sono tassi di inquinamento dell’aria elevati, perché c’è una concentrazione di degrado ambientale che fa riflettere. In tutte queste situazioni il rischio è talvolta che la comunità cristiana non sappia abitare con i termini giusti quei territori. Penso soprattutto alla tentazione di assumere gli estremismi: o disinteressarsi di questi temi perché, in fondo, la Chiesa deve interessarsi di altro; oppure essere talmente dentro tanto da assumere la bandiera di una parte rispetto a un’altra, soprattutto dove c’è tensione tra la tutela della salute, la cura dell’ambiente e la promozione del lavoro umano. Dove ci sono queste tensioni spesso ci si è rifugiati in un silenzio anche omertoso, che non va bene”. L’idea, ha spiegato il direttore dell’Ufficio Cei, “è quella di articolare una riflessione e mettersi in ascolto delle sofferenze dei territori, che riguardano talvolta il lavoro, talvolta la salute, le malattie e addirittura le morti per inquinamento e la cattiva gestione della salute pubblica soprattutto nell’ambito del rapporto con l’ambiente. Tutte queste dinamiche ci fanno dire la necessità di intraprendere percorsi formativi e di accompagnamento. Per questo è nata l’idea di accompagnare i territori: è questo il nostro obiettivo, non calare dall’alto soluzioni, ma condividere l’ascolto dei territori e provare a dire come possiamo assumere atteggiamenti di condivisione, vicinanza, ma anche di cura pastorale”. Don Bignami ha concluso: “L’atteggiamento della cura mi sembra sintetico, alla luce della Laudato si’ e della Fratelli tutti, quindi del Magistero sociale della Chiesa, ma anche delle competenze della pastorale della salute, di un modello che dobbiamo assumere sempre di più, un modello che esprime in modo originale la Chiesa di stare dentro ai luoghi, ai territori, offrendo una testimonianza cristiana intorno a questi temi sociali legati alla salute, alla sofferenza delle persone, alla loro vita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa