Ciad: un’università a Moundou per costruire lavoro e futuro. P. Vailati: “pedagogia e veterinaria per 500 studenti”

(DIRE – SIR) – Una nuova università con corsi di studio in pedagogia e in veterinaria, sinonimo di futuro e di lavoro in Ciad, un Paese che resta svantaggiato ma ha le risorse naturali e umane per creare nuove opportunità. Al progetto, insieme con la Chiesa locale, stanno lavorando i missionari comboniani.
Con l’agenzia Dire ne parla padre Marco Vailati, responsabile della congregazione nella capitale N’Djamena. “Uno dei pilastri della nostra opera è senz’altro l’educazione, con la primaria, il collegio, le medie, il liceo, le scuole professionali e l’università” sottolinea il missionario, nativo di Cirimido, in provincia di Como. “Non solo i comboniani ma anche la Chiesa cattolica del Paese vuole investire sempre di più”. L’ateneo sta sorgendo a Moundou, la città più grande del sud del Paese, in riva al fiume Logone. “Stiamo lavorando insieme con i vescovi sotto il cappello della Université Catholique d’Afrique Centrale” riferisce padre Vailati, facendo riferimento a una rete accademica con base a Yaoundé, la capitale del Camerun. “Moundou è nota come polo industriale: è stata scelta perché è sede della Société cotonnière du Tchad e di piccole e medie imprese impegnate nella trasformazione delle materie prime”. Il progetto è partito nel 2022. “Per ora abbiamo parzialmente ristrutturato l’edificio del vecchio centro di accoglienza della diocesi e in questa sede provvisoria comincerà a breve il secondo anno didattico” sottolinea il missionario. “Abbiamo già dei giovani che seguono questi corsi di pedagogia e di veterinaria; appena riusciremo a raccogliere i fondi necessari vorremmo però avere una struttura stabile e attrezzata per accogliere nuovi studenti”. A oggi i frequentanti sono tra i cento e i 150. Se la raccolta fondi consentirà di finanziare le nuove opere, però, sottolinea padre Vailati, l’università potrebbe avere nell’arco di due o tre anni un bacino di utenza di 500 o anche 600 studenti. In Ciad i comboniani sono 25, di più nazionalità. Due gli italiani, in un Paese con una superficie quattro volte quella dell’Italia e abitato da circa 15 milioni di persone appartenenti a oltre cento comunità con origini, lingue e culture differenti tra loro. “Questo resta uno dei cinque Paesi con il reddito pro capite più basso al mondo” evidenzia padre Vailati. “Ci sono però le risorse: la scelta della pedagogia è legata alla necessità di formare i giovani, mentre quella della veterinaria nasce dall’abbondanza di capi di bestiame, dagli ovini ai caprini, fonte di possibilità economiche e di lavoro”.

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