Custodia del Creato: convegno Cei, avviare “un coordinamento tra le 78 diocesi italiane, nel cui territorio ricadono i 42” Sin. Terra dei fuochi un fenomeno di tutta Italia

“Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana”. Riprendendo le parole di Papa Francesco nella Laudato si’, i partecipanti al convegno Cei “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro” hanno espresso l’auspicio che “ognuno prenda a cuore la questione ambientale e che essa sia inserita ai vertici delle priorità delle istituzioni, ad ogni livello (nazionale, regionale e comunale)” per sviluppare sempre di più “una cultura della cura”, che “non è appannaggio di alcuni o di specifiche categorie, ma deve riguardare ogni uomo e ogni donna di buona volontà”.
Nonostante il dolore per le ferite del pianeta e di moltissime famiglie del nostro Paese, “non tutto è perduto” dice il Papa nella Laudato si’, perché il “Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra Casa comune”.
Per questo, dal convegno emerge “l’impegno a lavorare per favorire la conoscenza della Laudato si’, aiutando le diocesi a educare alla salvaguardia del creato, a offrire itinerari educativi e a motivare ‘fino a dar forma a uno stile di vita’”. Un passo significativo, in tal senso, verrà compiuto con la 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in programma a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021, sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #Tuttoèconnesso”. “Ciò che sta cuore è un futuro degno della dignità della persona umana e della casa comune. Solo coinvolgendo le famiglie, le scuole, la catechesi, i mezzi di comunicazione sociale sarà possibile trasformare i concetti di sobrietà e sostenibilità in stili di vita, da declinare nella quotidianità – si legge nel comunicato finale del convegno -. Per fare questo occorre mettere in rete le buone pratiche, gli esempi virtuosi nati sui territori, per elaborare una proposta unitaria”.
L’auspicio finale è che dal convegno possa prendere avvio “un coordinamento tra le 78 diocesi italiane, nel cui territorio ricadono i 42 ‘Siti di interesse nazionale per le bonifiche’ (Sin, ndr), censiti dal Ministero per la Transizione ecologica: la ‘terra dei fuochi’ non è un luogo circoscritto ma un fenomeno esteso all’intero Paese”.

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