Attacco in R. D. Congo: padre Trasparano (missionario), “qui i massacri sono all’ordine del giorno”. Regione segnata da terrorismo e sfruttamento economico

“Quella è una strada infida, non so come sia stato possibile che l’ambasciatore non viaggiasse su un mezzo blindato. Questa zona è tra le più altamente pericolose del Paese. Ma è la prima volta che viene colpito un ambasciatore, questo apre un caso diplomatico. È anche vero che ogni giorno avvengono fatti tragici e massacri nel Nord Kivu”. Lo dichiara al telefono della redazione di “Popoli e Missione”, da Beni, padre Gaspare Trasparano, missionario comboniano. L’uccisione dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio, del carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci e del loro autista ha portato ancora sangue nel Paese. La Repubblica Democratica del Congo, e in particolare la regione orientale del Paese, il Nord Kivu, sono una “polveriera altamente instabile”. “I massacri – aggiunge il missionario – sono all’ordine del giorno”. I testimoni raccontano, e la Chiesa cattolica della diocesi conferma, che a perpetrare i massacri sono sempre ribelli ugandesi delle Forces Démocratiques et Alliées (Adf), scrive popoliemissione.it.
“Le forze ribelli rapiscono persone anche per guadagnare soldi facilmente. Pochi giorni fa a Malambo sono state uccise 10 persone, tra cui una catecumena, che è stata sventrata”, spiega padre Robert Kasereka Ngongi, sacerdote diocesano, originario di Butembo, che in questo momento si trova a Roma. Ma quali motivazioni si nascondono dietro i massacri del Nord Kivu? E che cos’è l’Adf? “Il Nord Kivu è un paradiso diventato inferno. A mio avviso la motivazione è principalmente economica: il Nord Kivu è una delle regioni più ricche del Paese. Qui ci sono materie prime importanti e preziose, dai diamanti all’oro al coltan, dal cacao al caffè”, dice padre Kasereka Ngongi.

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