Papa Francesco: “non possiamo vivere inseguendo la polvere”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non possiamo vivere inseguendo la polvere, andando dietro a cose che oggi ci sono e domani svaniscono”. Lo ha detto il Papa, nella parte finale dell’omelia della Messa delle Ceneri, presieduta nella basilica di San Pietro. “Torniamo allo Spirito, datore di vita, al fuoco che fa risorgere le nostre ceneri”, l’invito: “A quel fuoco che ci insegna ad amare. Ritorniamo a pregare lo Spirito Santo, riscopriamo il fuoco della lode, che brucia le ceneri del lamento e della rassegnazione”. “Questo nostro viaggio di ritorno a Dio è possibile solo perché c’è stato il suo viaggio di andata verso di noi”, ha spiegato il Papa: “Al contrario non sarebbe stato possibile. Prima che noi andassimo da Lui, Lui è sceso verso di noi. Ci ha preceduti, ci è venuto incontro. Per noi è sceso più in basso di quanto potevamo immaginare: si è fatto peccato, si è fatto morte. Per non lasciarci soli e accompagnarci nel cammino è sceso dentro al nostro peccato e alla nostra morte. Ha toccato il peccato, ha toccato la polvere nostra. Il nostro viaggio, allora, è un lasciarci prendere per mano. Il Padre che ci chiama a tornare è Colui che esce di casa per venirci a cercare; il Signore che ci guarisce è Colui che si è lasciato ferire in croce; lo Spirito che ci fa cambiare vita è Colui che soffia con forza e dolcezza sulla nostra polvere. Ecco allora la supplica dell’apostolo: ‘Lasciatevi riconciliare con Dio’”. “Il cammino non si basa sulle nostre forze”, il monito del Papa: “Nessuno può riconciliarsi con Dio con le proprie forze. La conversione del cuore, con i gesti e le pratiche che la esprimono, è possibile solo se parte dal primato dell’azione di Dio”.

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