Mercoledì delle Ceneri: mons. Crociata (Latina), “impariamo a vivere senza perderci in preoccupazioni inutili”

“La Quaresima torna a farci capire meglio che la vita è una prova, un tempo di purificazione e di preparazione, in vista di una realtà che attende di manifestarsi pienamente. Essa vuole renderci consapevoli di tutta la precarietà e la provvisorietà che caratterizzano la nostra condizione umana”. Lo ha detto, stasera, mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nella messa celebrata stasera per il Mercoledì delle Ceneri. “In questo senso – ha aggiunto – l’esperienza della pandemia si delinea sempre di più come una lezione da apprendere per sempre, non solo per il caso in cui dovessimo attrezzarci a confrontarci con cicliche ondate di pandemie. Abbiamo bisogno di imparare a vivere con una consapevolezza vigile della nostra condizione umana e dei pericoli che la assediano, per non perderci dietro a preoccupazioni inutili e prenderci cura, invece, delle cose che contano davvero, che durano e restano, come la fiducia, la speranza, il coraggio di affrontare ogni cosa, il senso del bene condiviso”.
Invitando a riappropriarsi “di ciò che è necessario a una vita realmente cristiana”, il presule ha evidenziato che quello quaresimale “è un cammino di verità, perché ci conduce a scoprire chi siamo e quale forma compiuta dobbiamo dare a noi stessi”. E “preghiera, digiuno, elemosina sono gli impegni permanenti della cura della vita cristiana e della coscienza credente”, nei quali il vescovo ha colto tre esigenze. La prima è “quella della riflessione attenta, del silenzio raccolto e fecondo, animato dal senso di Dio e della sua presenza in un atteggiamento orante”; la seconda è “quella di far crescere un nuovo senso di comunità”, anche in risposta al virus nella consapevolezza che “nessuno può sottrarsi alla cooperazione necessaria, perché se uno va a fondo, andiamo a fondo tutti”: la terza “riguarda la necessità di superare barriere che finora abbiamo considerato non solo naturali ma insuperabili”.
A proposito del digiuno, il presule ha precisato: “Avere già mangiato è condizione per potere digiunare” e digiunare “è condizione per potere pregare e per potere fare elemosina. Ci sono persone non in grado di vivere una vita dignitosa, quindi nemmeno una vita cristiana con le sue esigenze, perché non hanno il necessario. Una dimensione necessaria della condizione battesimale e della conversione quaresimale è la fraternità, a cui ci richiama l’ultima enciclica del Papa, Fratelli tutti”. Mons. Crociata ha concluso: “Non val la pena dilaniarci e contrapporci, o anche ignorare o guardare altri con indifferenza; abbiamo solo da perderci. Proviamo a imparare a rispettarci, ad apprezzarci, a lavorare insieme. Il cammino quaresimale può diventare un’ottima palestra per un tale apprendistato”.

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