Tragedia Monte Faito: mons. Alfano (Sorrento-Castellammare), “il sacrificio di chi ha perduto la vita non sia vano”

La tragedia del Monte Faito, ad un anno dal crollo della Funivia, resta ancora una ferita aperta per tutta la comunità diocesana di Sorrento-Castellammare di Stabia. Questa mattina, presso il santuario di San Michele, l’arcivescovo Francesco Alfano ha celebrato la messa in suffragio delle vittime e successivamente ha preso parte alla celebrazione tenutasi presso la stazione di Castellammare di Stabia.
“Il dono più grande è la vita, è nella nostra esistenza che glorifichiamo Dio – ha osservato – mons. Alfano -. Dall’alto del Faito, possiamo avere uno sguardo più ampio sulla nostra storia, tutto ciò che abbiamo è un dono e come tale va tutelato. Ci sta a cuore la vita presente e futura della nostra gente. Dio sani le nostre ferite, perdoni le nostre colpe, ci aiuti a passare dall’incoscienza a un sussulto forte di responsabilità condivisa. Che questo sacrificio dei nostri fratelli e sorelle non sia vano”.
Era esattamente il pomeriggio di un anno fa, il 17 aprile 2025, quando una gita in montagna si è trasformata in tragedia per i turisti che avevano scelto di utilizzare la funivia da Castellammare per raggiungere il Monte Faito. Pesante il bilancio dell’incidente nel quale una cabina, ormai prossima alla vetta, è precipitata dopo la rottura di un cavo trainante: quattro le vittime, di cui tre turisti – due inglesi e una israeliana – e un dipendente dell’Eav che gestisce la struttura, Carmine Parlato, e un ferito grave, sempre israeliano, che è sopravvissuto.
Alla base della tragedia che costò la vita a quattro delle cinque persone presenti nella cabina numero 2 della funivia del Monte Faito precipitata per la rottura della fune trainante, potrebbero esserci state cause che si sarebbero potuto evitare. A sostenerlo è stato il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che questa mattina ha convocato una conferenza stampa per fare il punto della situazione in relazione alle indagini sulla tragedia (per la quale risultano 26 indagati, 25 persone fisiche e l’azienda Eav che gestiva il servizio). Fragliasso ha spiegato che stando agli elementi finora emersi, “alla base ci sarebbe stato un errore umano. Dunque questa tragedia sarebbe stata evitabile”.

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