A raccontare l’alluvione di Firenze del 1966 al convegno Fisc “Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima” in corso al Vigilianum di Trento è oggi Riccardo Bigi di “Toscana Oggi”. “L’alluvione del novembre 1966, dove morirono 35 persone e migliaia furono gli sfollati, è forse stata la prima catastrofe raccontata capillarmente dai media del tempo – ricorda Bigi –. Marcello Giannini, giornalista Rai, fece un primo collegamento radiofonico, ma non avendo ancora le immagini, nella sede Rai di Roma non credevano al suo racconto. Alle 10 di mattina di quel 4 novembre la strada si era trasformata in un fiume. Per far capire cosa succedeva, calò il microfono dalla finestra per sentire il rumore dell’acqua e far capire la gravità della situazione”. All’epoca “Toscana Oggi” non esisteva. Il settimanale regionale sarebbe nato vent’anni dopo. “Esisteva l’Osservatore Toscano, che aveva sede al piano terra di Palazzo Pucci – sottolinea Bigi –. Fu completamente alluvionato e dovette saltare per due settimane le pubblicazioni”. Bigi ha ricordato gli “angeli del fango” e l’impegno dell’arcivescovo Florit, che allertò tutte le parrocchie per fornire assistenza agli sfollati attraverso una circolare fatta girare con delle staffette, perché non vi era altro modo di comunicare. Negli ultimi anni vi sono state diverse altre alluvioni in Toscana. “Alla luce dei fatti più recenti, credo che sia difficile negare che la situazione stia peggiorando”, ha concluso il giornalista di “Toscana Oggi”.