Ucraina: occupata da russi la chiesa dei Santi apostoli Pietro e Paolo nella città di Tokmak (Zaporizhzhia), impedite ai cattolici le funzioni religiose

Chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo a Tokmak (Foto Ugcc)

“Ennesimo atto di aggressione da parte della Chiesa Ortodossa Russa contro i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina che si trovano nei territori della regione di Zaporizhzhia temporaneamente sotto l’occupazione”. Con queste parole l’esarcato greco-cattolico di Donetsk dà notizia che il 12 aprile, giorno di Pasqua secondo il calendario giuliano, alcuni rappresentanti della Chiesa ortodossa russa avrebbero occupato la chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo nella città di Tokmak, nel distretto di Polohy, impedendo ai fedeli locali di svolgere le funzioni religiose. Secondo quanto riporta un loro comunicato, sacerdoti del Patriarcato di Mosca hanno occupato “abusivamente” la chiesa, vietando ai fedeli locali di svolgere le funzioni religiose. “Coloro che tentano di opporre resistenza all’umiliazione e al disprezzo, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute, vengono perseguitati dalle autorità di occupazione e condannati a 15 anni di reclusione”, denuncia l’esarcato che nel comunicato aggiunge: “Particolare indignazione suscita il fatto che ai parrocchiani locali viene vietato di frequentare la loro chiesa, e al contrario, persone estranee assumono ostentatamente il ruolo di ‘parrocchiani’. Ciò conferma ancora una volta il carattere sistematico e mirato delle persecuzioni religiose nei territori occupati, dove il diritto alla libertà di coscienza e di culto viene gravemente violato. Tali azioni testimoniano non solo il disprezzo per la dignità umana, ma anche una politica sistematica volta a estromettere la Chiesa greco-cattolica ucraina dai territori occupati dalla Russia”.
Nella nota, la chiesa greco-cattolica di Donetsk, ricorda anche “gli esempi di fedeltà e coraggio offerti” dalle persone che “sono una testimonianza dell’incrollabile spirito e della fede viva che non cede a nessuna pressione. In queste circostanze è particolarmente importante mantenere l’unità, sostenerci a vicenda nella preghiera e non perdere la speranza. La festa della Risurrezione di Cristo, così come la nostra storia nazionale, ci dimostra che: la verità e la libertà, anche se temporaneamente oppresse, alla fine trionfano”.

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