Tutela dei minori: p. Sabbarese, dall’adulto vulnerabile alle “persone in situazioni di vulnerabilità”

“Difficoltoso, complesso, articolato”: così è stato descritto questa mattina il tema dell’adulto vulnerabile da p. Luigi Sabbarese, canonista della Facoltà Teologica Italia Meridionale, introducendo il panel dedicato al passaggio “da definizione procedurale a prassi di salvaguardia” nel corso del II Incontro nazionale dei referenti territoriali del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Cei, in corso a Roma. P. Sabbarese ha ripercorso l’evoluzione normativa del concetto: introdotto per la prima volta nel chirografo istitutivo della Pontificia Commissione per la tutela dei minori del 22 marzo 2014, è stato ripreso nel 2016 con il motu proprio “Come una madre amorevole” e poi definito nel motu proprio “Vos estis lux mundi”, aggiornato il 25 marzo 2023, come “ogni persona in stato d’infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione della libertà personale, che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la capacità di intendere o volere o comunque di resistere all’offesa”. Il dialogo interdisciplinare avviato nell’incontro, ha sottolineato il canonista, si propone di tracciare un’analisi che possa orientare sia nella definizione procedurale sia nel passaggio verso una prassi di salvaguardia, come “atto di cura, di giustizia e di annuncio del Vangelo per i vulnerabili e a partire dai vulnerabili”.

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