Fisc: Bernardi (Muse), “umanizzare la scienza per prendersi cura e affrontare l’indifferenza”

(Foto SIR)

“In un periodo storico in cui la crisi ecologica è sotto gli occhi di tutti, c’è bisogno di una comunicazione di qualità”. A parlare è Massimo Bernardi, direttore del Muse di Trento, intervenuto nel pomeriggio di ieri alla prima sessione di lavori del convegno nazionale Fisc “Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima” (Trento, 16-18 aprile). “Noi viviamo su una parte sottilissima del nostro pianeta che riconosciamo come ‘casa nostra’, perché è stabile. Una stabilità che rende prevedibili i cicli della natura. Ma dalla seconda metà del Novecento, questa stabilità ha iniziato a rompersi, sotto diversi punti di vista. Da notare che nel 2026 la linea della biomassa, ossia quello che si è evoluto naturalmente, equivale tecnicamente a quello prodotto dall’uomo. Si è giunti in una fase in cui le nostre scelte avranno un impatto duraturo sugli anni a venire”. Bernardi puntualizza come “noi usiamo la terra con la logica del giardinaggio, che prende un po’ di qua, un po’ di là, in base alle proprie necessità. Una tecnica che se applicata a livello globale è piuttosto pericolosa”. “Ci troviamo in una policrisi – ha aggiunto il direttore del Muse – ma questa è una spaesante rivoluzione cognitiva. Come scienziati abbiamo bisogno di chi fa comunicazione. Nella situazione attuale, così complessa e ingarbugliata, non abbiamo una soluzione, ma tante. La conoscenza e la trasmissione della cultura è una delle soluzioni che abbiamo per risolvere questo pasticciaccio in cui ci siamo infilati”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa