Ritrovare uno sguardo di contemplazione: è quanto ha auspicato ieri pomeriggio, nel salone di rappresentanza di Palazzo Geremia a Trento, mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona, intervenendo nella prima giornata di lavori del convegno nazionale Fisc “Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima” (Trento, 16-18 aprile). “Di fronte a dati scientifici inequivocabili, dove ritrovare uno sguardo di contemplazione?”. Nel ripercorrere i punti fondamentali dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”, mons. Pompili ha ricordato l’importanza di considerare l’uomo nella sua dimensione integrale, che abbraccia il suo mondo interiore così come quello esteriore. Questo tenendo presente sempre quello che Papa Francesco ha indicato come “il limite dello sviluppo”. “Il limite rispetto alla terra è che essa non è a nostra disposizione – ha ricordato mons. Pompili -, ma ci è data in prestito”. Nella dialettica tra io e noi, “l’ecologia integrale richiede una mobilitazione delle coscienze più ampia possibile. Le cose buone nascono dall’impegno di tanti”. Dalla contemplazione, poi, è necessario passare alle azioni concrete. In questo sono d’esempio le esperienze dei gruppi “Laudato si’” nati in questi anni. Mons. Pompili ha ricordato l’esperienza della comunità di Gela, che ha riscattato un terreno abbandonato a se stesso per farne degli “orti sociali”. E poi le realtà di “Milano Nocetum” e di Castelgandolfo.