Terremoto in Turchia e Siria: Bruxelles, conferenza dei donatori. Interventi differenziati fra i due Paesi. Aiuti alle popolazioni ma restano le sanzioni al regime di Assad

La priorità per la Conferenza internazionale dei donatori è fornire sostegno per ripari, generi alimentari, assistenza sanitaria, strumenti medici, sanificazione dell’acqua per le popolazioni colpite dai terremoti in Turchia e Siria. Lo si apprende da fonti Ue a Bruxelles. Per la Turchia i fondi e le donazioni si concentreranno anche sugli aspetti legati alla ricostruzione, oltre agli aiuti di emergenza umanitaria e saranno annunciati ulteriori finanziamenti e prestiti. Per quanto riguarda la Siria l’azione non prevede, invece, finanziamenti per la ricostruzione, ma si concentrerà sul sostegno alla popolazione, la ripresa e la riabilitazione. Le fonti Ue ricordano che con la Turchia ci sono relazioni diplomatiche che non sono per il momento, invece, possibili con la Siria. Secondo le fonti, l’Ue si sta impegnando a raggiungere la popolazione siriana seppur mantenendo ferma la posizione sul regime di Assad. “Nessuna rimozione delle sanzioni, nessuna normalizzazione, nessuna ricostruzione finché non ci sarà un cambiamento politico”. Gli aiuti saranno, comunque, destinati alla popolazione nel Nord-Ovest della Siria, la parte più colpita dal terremoto, ma anche a coloro che sono in necessità nei territori controllati dal regime.
Le fonti ribadiscono che “è ancora in corso in Siria un lungo conflitto, continuano gli attacchi terroristici, è aumentato il narcotraffico e la produzione di droghe destinate al commercio verso altri Paesi”. Raggiungere le persone in Siria resta estremamente difficile, il regime non sembrerebbe collaborare a concedere visti per i soccorritori e ha concesso solo limitatissimi corridoi umanitari. Secondo quanto si apprende, i Paesi del Golfo non sembrano dimostrare una grande collaborazione nell’azione internazionale di solidarietà mentre crescono le loro relazioni con il regime siriano.

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