Ucraina: Quartu Sant’Elena, le Figlie della Carità accolgono giovanissimi profughi nella colonia estiva di Flumini

Da un giorno all’altro la Congregazione delle Figlie della Carità ha modificato il suo target: ad anziani, ammalati, bambini, donne “vittime della tratta”, uomini maltrattati ha aggiunto i giovanissimi profughi ucraini. Una telefonata del console ucraino in Sardegna a suor Rina Bua, consigliera della Provincia italiana delle FdC, il 4 marzo, apre un altro fronte di solidarietà: assistenza, sostegno , aiuto psicologico, inclusione sociale a un gruppo di ragazzini in fuga dalle bombe che dal 24 febbraio sconvolgono la vita e devastano l’Ucraina.
Suor Giuliana Crobu, direttrice dell’Asilo “Steria” (Quartu Sant’Elena), ha solamente pochi giorni per un veloce maquillage della colonia estiva di Flumini, dove le suore hanno deciso di ospitare una quarantina di bambini , di un gruppo di 77, in arrivo dagli orfanatrofi del Donbass. “I lavori di risistemazione annuale della colonia iniziano, nei tempi normali, a fine maggio – dice suor Giuliana – ma questi purtroppo non sono tempi normali. Con una bella novità: accanto alla gente del mestiere, anche volontari, tanti”.
L’otto marzo arrivano nella colonia di Flumini (15 km da Cagliari), dopo un viaggio interminabile di oltre 2.000 chilometri, i ragazzi (il più piccolo 4 anni, il più grande 17).
Ci sono 16 fanciulli e tre “mamme affidatarie” da ospitare come in una casa; altri nove minori con un accompagnatore si trovano nell’Asilo “Steria”. Altri si sono aggiunti nei giorni scorsi. Suor Giuliana Crobu non è preoccupata dalla mole di lavoro: organizzativo, educativo, amministrativo-burocratico, sotto mille riflettori accesi, in tutti i settori, dalla guerra ucraina.
La religiosa è sostenuta dalla sua Congregazione, da volontari organizzati – come 2 gruppi di scout – e persone che provvedono alla cucina, riordinano le stanze. Alcuni insegnanti fanno lezione. “La difficoltà maggiore – riconosce suor Giuliana – è quella linguistica, ci mandano interpreti, ma l’acquisizione dell’ucraino essenziale è problematica soprattutto per noi adulti, forse un po’ meno è imparare l’italiano per i bambini”. L’assistenza sanitaria è continua: un’unità medica è dedicata a questa emergenza. I giovani profughi, afferma la religiosa, “ci hanno chiesto anche di organizzare, qualche volta, momenti di preghiera comune”.
Suor Giuliana, da vincenziana, è entusiasta per l’ondata di carità creata, “una vera mareggiata. Famiglie residenti vicine alla colonia si mettono a disposizione per tante necessità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori