Perù: Cidh, condanna per coprifuoco a Lima e violenze. Invito al dialogo

La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) condanna le restrizioni ai diritti fondamentali decise dal Governo del Perù, in particolare il coprifuoco totale nell’area metropolitana di Lima e Callao (poi revocato), proclamato in seguito allo sciopero dei trasportatori. Decisione, peraltro, disattesa da numerosi cittadini, che sono scesi in piazza per manifestare contro il Governo. Altresì, viene espressa la condanna per gli atti di violenza registrati negli ultimi giorni di proteste che si sono sollevate in tutto il Paese, soprattutto da parte degli autotrasportatori, per l’aumento dei prezzi, in particolare dei carburanti.
Le vicende dell’ultima settimana hanno provocato la morte di cinque persone, tra cui un diciottenne che a Huancayo sarebbe stato colpito da una bomba lacrimogena sparata dalla Polizia, e numerosi feriti. La Cidh ha invitato il Governo del presidente Pedro Castillo a rispettare e garantire i diritti umani, sia di coloro che partecipano alle mobilitazioni che di coloro che non lo fanno. Ha anche indicato che il governo deve urgentemente raddoppiare gli sforzi per “promuovere il dialogo con tutti i settori sociali” che richiedono attenzione alle loro rivendicazioni.
L’organismo ritiene “inappropriato e pericoloso decretare stati di eccezione, come misura contro eventi di forte conflitto sociale”. E mette in guardia sui rischi di violazione dei diritti umani in queste situazioni, ritenendo che tali misure “non siano soluzioni efficaci per affrontare e risolvere le sfide democratiche”. Nel frattempo, non cessano scioperi e blocchi stradali in vari punti del Paese, nonostante ieri il presidente Castillo abbia tenuto a Huancayo un Consiglio dei ministri decentrato, e abbia “chiesto scusa” per alcuni eccessi nella repressione delle proteste e per essere venuto mano, al momento, alle promesse della campagna elettorale. Il suo Governo, in realtà resta fragilissimo e nelle ultime ore il primo ministro Aníbal Torres (il quarto in pochi mesi) traballa dopo aver citato Adolf Hitler e Benito Mussolini come esempi di politiche per creare infrastrutture viarie a beneficio degli agricoltori. L’ambasciata della Germania ha diffuso una dura dichiarazione, specificando che Hitler non può essere citato come “riferimento adeguato” per nessun tipo di esempio.

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