Commissione Ue: verifica fondi per i rifugiati in Turchia. Risposta ai bisogni di 4 milioni di persone. Mobilitati 6 miliardi

Lo strumento Ue per i rifugiati in Turchia, che finora ha mobilitato 6 miliardi di euro, “ha contribuito in modo significativo al benessere dei siriani e di altre persone in fuga dal conflitto nella regione”. Lo dice oggi la valutazione intermedia dello strumento, pubblicata dalla Commissione europea. L’intero importo di 6 miliardi di euro è già stato aggiudicato e sono già stati erogati più di 4,1 miliardi di euro. Il resto dei fondi continuerà ad essere erogato fino alla finalizzazione dei progetti, la maggior parte nel 2022 e 2023 e alcuni nel 2025. I settori in cui è orientata l’assistenza “efficacemente mirata” sono salute, istruzione, protezione e sostegno socioeconomico, “su una scala e una portata senza precedenti”. Emerge però che l’Ue deve “fare di più per mitigare le tensioni sociali tra i rifugiati” e per “raggiungere quei rifugiati che hanno meno probabilità di accedere all’assistenza”. Poiché sono stati evidenziati dei “limiti in termini di coerenza strategica”, si proseguirà facendo affidamento sul bilancio dell’Ue e sul processo decisionale nell’ambito del metodo comunitario per incanalare ulteriore sostegno alla Turchia.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, al Summit europeo del 24-25 giugno, ha per altro già anticipato che il bilancio Ue fornirà 3 miliardi di euro nel periodo 2021-2023: “A dieci anni dall’inizio del conflitto siriano, i nostri partner nella regione portano ancora la parte più grossa del peso. È una sfida collettiva per noi proteggere i rifugiati e sostenere chi li ospita”. La Turchia ospita circa 4 milioni di rifugiati, di cui 3,6 milioni di rifugiati siriani registrati e 330.000 rifugiati e richiedenti asilo da Afghanistan, Iraq, Iran e Somalia.

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