Parlamento Ue: via libera a norme per contrastare materiale pedopornografico online. Sippel, “legislazione per fermare abusi orribili”

L'eurodeputata tedesca Birgit Sippel (Foto SIR/European Parliament)

Una nuova legislazione “per tutelare meglio i minori dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali, quando utilizzano servizi di webmail, chat e messaggistica”. La normativa è stata approvata ieri sera dall’Europarlamento: 537 i voti favorevoli, 133 i contrari, 24 astensioni. Il punto di partenza era stata la verifica del fatto che, nel periodo del lockdown dovuto alla pandemia, si è avuto un aumento del volume di materiale pedopornografico su internet. Dopo la votazione, la relatrice, l’eurodeputata tedesca Birgit Sippel, ha dichiarato: “gli abusi sessuali sui minori sono un reato orribile che viola i diritti umani. Occorre prevenirlo nel modo più efficace, perseguire di più i colpevoli e offrire un sostegno migliore alle vittime”. L’accordo raggiunto in sede legislativa “è un compromesso tra l’individuazione degli abusi online e la protezione della privacy degli utenti. Forse non è perfetto, ma è una soluzione temporanea praticabile per i prossimi tre anni. Ora è necessario che la Commissione proponga una soluzione a lungo termine che tragga ispirazione dalle garanzie in materia di protezione dei dati individuate nelle norme temporanee e che, inoltre, renda più mirata l’analisi delle comunicazioni private”. Il regolamento votato a Strasburgo deve ancora essere formalmente adottato dal Consiglio dei ministri Ue e sarà poi pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Entrerà in vigore in tutta l’Ue il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione.
Secondo le nuove norme, precisa una nota dell’Europarlamento, “i fornitori di servizi di webmail, chat e messaggistica possono decidere di continuare a individuare, rimuovere e denunciare abusi sessuali sui minori online. Potranno anche adottare misure per contrastare il cyber grooming e segnalare i presunti abusi alle autorità di contrasto e giudiziarie o alle organizzazioni che agiscono nell’interesse pubblico contro l’abuso sessuale sui minori. Dovranno però utilizzare tecnologie il più possibile rispettose della privacy”. Il materiale online legato agli abusi sessuali sui minori “è rilevato utilizzando tecnologie specifiche che analizzano il contenuto, come immagini e testo, o i dati sul traffico. Mentre la tecnologia di hashing aiuta con le immagini e i video, i classificatori e l’intelligenza artificiale sono utilizzati per analizzare i testi o i dati sul traffico per rilevare i possibili abusi”. La nuova legislazione non si applicherà alle comunicazioni audio.
I deputati hanno però insistito per la creazione di “procedure appropriate e meccanismi di ricorso” per garantire che i cittadini “possano presentare reclami se ritengono che i loro diritti alla privacy siano stati violati”. Le autorità nazionali di protezione dei dati “avranno un controllo migliore delle tecnologie utilizzate dai fornitori di servizi sul web, grazie a una previa valutazione d’impatto e a procedure di consultazione”.

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