Coronavirus Covid 19: Ecdc su vaccinazione agli adolescenti, “benefici individuali diretti limitati rispetto a quelli per fasce di età superiori”

“Al di là delle decisioni dei governi, questa è in definitiva una decisione che deve essere presa dai genitori per e con i loro figli”: così ha dichiarato oggi la commissaria per la Salute Stella Kyriakides, commentando la relazione tecnica sulla vaccinazione degli adolescenti (12-18 anni) contro il Covid 19 pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il rapporto sottolinea che tale vaccinazione “dovrebbe essere considerata nel contesto più ampio della strategia di vaccinazione per l’intera popolazione, il suo stato di attuazione e le priorità”. Se la vaccinazione degli adolescenti ad alto rischio di ammalarsi di una forma grave di Covid “dovrebbe essere considerata una priorità, come per altri gruppi di età”, i “benefici individuali diretti della vaccinazione negli adolescenti sembrano essere limitati rispetto a quelli per fasce di età superiori”, mentre “il beneficio complessivo” dipende dalla diffusione di Sars-CoV-2 tra questa fascia di popolazione. Quindi prima di vaccinare gli adolescenti, “occorre fare un’attenta valutazione della situazione epidemiologica e della diffusione del vaccino nei gruppi di età più avanzata”. Inoltre, il rapporto segnala che “questioni di equità di disponibilità e accesso al vaccino devono essere considerate attentamente quando si decide di estendere la vaccinazione a gruppi con un rischio individuale inferiore di malattia grave”, come appunto gli adolescenti.

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