Cammino sinodale: mons. Brambilla (Novara), “una sinodalità senza Spirito è retorico populismo”

“La Carta d’intenti per il ‘Cammino sinodale’ suggerisce il contesto del tempo di pandemia, il cambiamento di prospettiva e i tempi del percorso sinodale”. Lo scrive il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, nell’introduzione alla Carta d’intenti. Ricordando le parole del Papa, il presule sottolinea che “lo stile sinodale non è solo discussione, non è solo maggioranza, non è solo convergenza pratica su scelte pastorali, ma un evento spirituale, un’azione dello Spirito Santo nel cuore della Chiesa, fatto di preghiera, silenzio e discernimento”. Elementi che, secondo il presule, indicano “il carattere di evento eucaristico, ecclesiale e spirituale”.
Soffermandosi sul duplice aspetto della sinodalità, il “convenire” (liturgico) e il “camminare” (evangelizzante), il vescovo afferma che “il primo dice il rapporto della Chiesa con la liturgia eucaristica, sorgente della communio”, mentre “il secondo la modalità evangelica e fraterna con cui la communio si attua nel ‘camminare insieme’”. “La comunione senza la sinodalità resta un cuore senza un volto; e viceversa: una sinodalità senza Spirito può ridursi a una forma di retorico populismo”. La visione indicata da mons. Brambilla assume tre tratti, tre parole chiave del Sinodo sulla famiglia: inclusione, accompagnamento, integrazione. “Questo evento di Chiesa può diventare paradigmatico della Chiesa come evento per il tempo a venire”.

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