Stati generali natalità: De Palo (Forum), “nuova questione sociale. Siamo tutti genitori del Paese di domani”

“Non ci sono dubbi: la natalità è la nuova questione sociale, perché se non interveniamo ora, crolla tutto. Ed è una questione sociale universale, che riguarda tutti, anche chi i figli – liberamente – non li ha voluti o non li vuole fare e non desidera figli propri. Perché riguarda il futuro. Perché ha che fare con la speranza di un popolo. Perché anche chi sceglie liberamente di non avere figli propri (mettere al mondo o non mettere al mondo un figlio non deve mai essere un obbligo) avrà bisogno delle generazioni di domani”. Ne è convinto Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, come ha spiegato nel suo intervento introduttivo degli Stati generali della natalità in corso a Roma, alla presenza del Papa e del premier Mario Draghi.
“Siamo tutti genitori del Paese di domani”, ha osservato De Palo, che ha messo in guardia: “Anche se negli ultimi tempi, nel racconto di alcuni media torna ad intervalli regolari una filastrocca che non ha nulla a che fare con la realtà: è quella concezione falsa secondo cui i figli inquinano. Non è così. I figli migliorano il clima sociale, lo arricchiscono, lo curano perché sono loro oggi a volere un mondo diverso, migliore di quello che è stato finora costruito. Sono loro a renderci maggiormente responsabili verso il pianeta: se faccio la differenziata non è perché me lo dice il sindaco della mia città, ma perché è un atto d’amore nei confronti dei miei figli, del futuro…”. E, ancora, “sono i nostri figli a renderci parsimoniosi perché ci ‘costringono’ a spendere per la loro formazione e non per il consumo tout court. Sono loro l’antidoto al consumismo, all’individualismo e all’egoismo che davvero inquinano”.
E a chi gli ha chiesto: “Che cosa c’è dietro questo evento? Dove volete andare?”, la risposta del presidente del Forum è: “Da nessuna parte: vogliamo porre un tema. E lo vogliamo fare coinvolgendo tutte le parti del Paese. Ci eravamo stancati di parlarne solamente commentando i dati Istat sulle agenzie”, nella convinzione che “occorra fare qualcosa per invertire questa tendenza, che sta facendo crollare tutto. Come un terremoto che viene sottovalutato, solo perché non si vedono le crepe nel salotto, anche se la casa, l’architrave su cui si regge, è ormai compromessa”.

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