Sicurezza informatica: Sassoli, necessari strumenti adeguati. “Ma agire rispettando le libertà dei cittadini”

“Siamo più vulnerabili, è importante dirlo per aumentare la consapevolezza di tutti e impegnarci a tappare quelle falle” nella sicurezza informatica “che in questo momento sono molto pericolose”. È l’appello del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenendo all’evento organizzato dagli uffici di rappresentanza italiani del Parlamento Ue e della Commissione Ue dedicato alla nuova strategia europea per la cybersicurezza. La sicurezza informatica “è diventata una componente essenziale del nostro modo di vivere sia online che offline, gli attacchi informatici durante la pandemia hanno continuato a crescere così come la guerra ibrida e la disinformazione” ha sottolineato Sassoli. La grande sfida secondo il presidente dell’Europarlamento “è rispondere a queste minacce” alla sicurezza informatica “senza limitare la libertà dei cittadini. È un compito estremamente difficile” che richiede il continuo aggiornamento di strumenti adeguati. “Abbiamo visto molti segnali preoccupanti, non solo per le infrastrutture ma anche per aziende, che in questo momento sono vitali, come quelle farmaceutiche. – ha aggiunto Sassoli –. Abbiamo visto notizie false contro il vaccino e interferenze nelle elezioni in Europa e fuori dallo spazio europeo”. Secondo il presidente dell’Europarlamento è possibile raggiungere “la resilienza informatica dell’Unione europea solo utilizzando le migliori pratiche degli Stati membri dell’Ue e attraverso la condivisione tempestiva delle informazioni, la consapevolezza della situazione, agendo con uno spirito di solidarietà”.
Dunque il “dominio cybernetico” secondo Sassoli resta ancora una grande opportunità per dimostrare solidarietà europea. “Migliorare la nostra resilienza informatica europea – ha detto – significa sostenere la nostra difesa informatica anche in ambito militare”. Per questo Sassoli ritiene che la strategia digitale dell’Unione per i prossimi dieci anni potrebbe rappresentare “una pietra miliare per rafforzare la resilienza dell’Ue e degli Stati membri, se tutti i Paesi agiranno in sinergia per rafforzare la cooperazione civile e militare, la gestione del rischio della catena di approvvigionamento delle attrezzature e delle componenti tecnologiche” utilizzate in ambito militare.

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