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Mons. Aldo Giordano: Zaffuto (Coe), “era una persona speciale, un amante del progetto europeo”

(da Strasburgo) “Inter nos, sto scrivendo un libro. Ti andrebbe di leggerlo in anteprima? Sei la persona giusta. Sei un uomo d’Europa”. Giuseppe Zaffuto, responsabile del servizio comunicazione del Consiglio d’Europa (Coe), confida al Sir alcuni ricordi personali su mons. Aldo Giordano, deceduto nei giorni scorsi, del quale sarà celebrato il funerale nella giornata del 9 dicembre nella sua Cuneo. Giordano era stato Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa dal 2008 al 2013; aveva poi lasciato Strasburgo per ricoprire l’incarico di nunzio apostolico in Venezuela, per approdare infine questa estate come nunzio a Bruxelles. Zaffuto ricorda dunque quelle parole di mons. Giordano, per poi spiegare: “Per una volta la confessione la fece lui a me. E non viceversa. Eravamo seduti nel salottino della missione permanente della Santa Sede a Strasburgo, a due passi dal Palais de l’Europe. Don Aldo mi diede una bozza del suo libro e io la portai a casa e la lessi tutta di un fiato. Neanche a dirlo, era tutto perfetto. Diedi solo qualche suggerimento stilistico. Qui e lì”. Zaffuto aggiunge: “Era un grande comunicatore. Era sempre molto attento alla stampa e a tutti i comunicati del Consiglio d’Europa. Era, inoltre, un grande organizzatore. Con il suo carisma riusciva sempre a coinvolgere tutti dalla messa domenicale alle gite fuori porta”. Non di meno, “don Aldo era un grande amante del progetto europeo. Ne conosceva tutte le sfaccettature e avanzava sempre proposte interessanti e costruttive, soprattutto nel quadro della dimensione interculturale del dialogo interreligioso”.
Zaffuto conclude: “Ci saremmo rivisti a Bruxelles dopo gli anni di Caracas. Magari aveva in mente di scrivere un altro libro dopo l’esperienza in Venezuela. Era una persona speciale. Era un uomo d’Europa”.

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