Coronavirus Covid-19: Iss-ministero Salute, 1 Regione/PA a rischio alto, 18 a rischio moderato. “Serve maggiore copertura vaccinale, anche in fascia 5-11”

Una Regione/PA è classificata a rischio alto, 18 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, tre Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il Dm del 30 aprile 2020, mentre per una Regione non è stato possibile valutarne la progressione. Due Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso. È quanto emerge dal report del monitoraggio settimanale Istituto superiore di sanità-ministero della Salute, relativo al periodo 6-12 dicembre, aggiornato al 15 dicembre.
13 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Una Regione riporta molteplici allerte di resilienza.
In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (42.675 vs 37.278 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (31% vs 34% la scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% vs 40%), mentre è stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (26% vs 26%).
“Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti”, spiegano gli esperti. Alla luce delle nuove evidenze provenienti da altri Paesi Europei relative alla circolazione della variante Omicron, “si raccomanda il rigoroso rispetto delle misure comportamentali, sia a livello individuale che collettivo, quali distanziamento, uso della mascherina, aereazione dei locali ed igiene delle mani. È comunque opportuno continuare a realizzare un accurato tracciamento dei casi per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”.

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