Disabilità: Stefani (ministra), “il fondo c’è e verrà aumentato”

(Foto ANSA/SIR)

“Il fondo per la disabilità di 200 milioni c’è ed è stato rifinanziato con 50 milioni in più, spalmati negli anni. Il fondo quindi c’è, anzi è aumentato”. Così Erika Stefani, ministra per le Disabilità, aprendo questa mattina la Conferenza nazionale sulla disabilità nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a proposito dell’ipotesi che voleva fossero state distratte le risorse per il settore. “Il fondo nato nel 2019 – continua la ministra -, prevedeva che 200 milioni dovessero essere usati nel 2021 con la legge delega. Ma la legge è stata approvata solo la settimana scorsa. Il Ministero dell’economia e delle finanze le ha quindi usate per il piano vaccinale ma al contempo non sono stati persi i 200 milioni”. Durante la mattinata è stato illustrato il lavoro di consultazione pubblica (dal 20 ottobre al 20 novembre) con cui sono state raccolte 302 proposte, poi classificate per differenti aree tematiche, e la legge delega approvata all’unanimità dalla Camera dei Deputati lo scorso 9 dicembre. “Abbiamo individuato – commenta la ministra – un orizzonte concettuale e culturale, frutto di una riflessione nell’ambito dell’Osservatorio per le disabilità e nella società civile. Lo abbiamo raccolto e portato nel contenitore. La legge vuole superare le dinamiche puramente sanitarie per arrivare a un modello biopsicosociale. Una nuova concezione per garantire l’autodeterminazione della persona. È un progetto partecipato con la persona, forse per la prima volta. Non vengono intaccate le tutele in vigore, ma è un processo che andiamo a disciplinare”. Fra le novità, la legge prevede la figura del garante che avrà il compito di raccogliere le segnalazioni. “Abbiamo – avverte Stefani – la tempistica imposta del Pnrr, quindi è una legge che ‘s’ha da fare’. Da fare insieme alle Regioni, al mondo della sanità, ai parlamentari, all’Inps. Sarà un lavoro non da poco. La legge delega non risolverà tutti i problemi ma stiamo dando soluzioni pragmatiche, non vogliamo fare retorica”.

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