Festa di Deepavali: Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, “fondamentalismo, terrorismo, ipernazionalismo e xenofobia riguardano tutti noi”

“Una crescente consapevolezza del bisogno di essere con gli altri e di reciproca appartenenza nell’attuale periodo di pandemia esige che si cerchino sempre più strade per portare la luce della speranza dove esistono discordia e divisione, distruzione e devastazione, privazioni e disumanizzazione. Solo crescendo nella consapevolezza reciproca che siamo tutti parte l’uno dell’altro, che siamo fratelli e sorelle tra noi e che condividiamo una responsabilità reciproca gli uni per gli altri e insieme per il pianeta, nostra casa comune, possiamo tentare di uscire da ogni genere di disperazione”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione della festa di Deepavali. “Ancor più, con l’interdipendenza e agendo in solidarietà con gli altri, usciremo meglio da ogni crisi”, l’indicazione di rotta del messaggio, dal titolo “Cristiani e indù: portiamo insieme la luce nella vita delle persone in tempi di
disperazione”: “Perfino gli urgenti problemi globali che minacciano di rompere l’armonia tra la natura e le persone e la coesistenza armoniosa dei popoli, quali il cambiamento climatico, il fondamentalismo religioso, il terrorismo, l’ipernazionalismo e la xenofobia, si possono affrontare efficacemente perché questi problemi riguardano noi tutti”. In tempi di crisi, si legge ancora nel testo, “è compito dei responsabili religiosi e delle comunità coltivare lo spirito di fraternità tra i loro seguaci per aiutarli a camminare e collaborare con persone di altre tradizioni religiose, specialmente in tempi di crisi e calamità di ogni genere”, come esorta a fare Papa Francesco. “Essere responsabili in maniera interreligiosa gli uni per gli altri è un mezzo sicuro per rafforzare la solidarietà e la fraternità tra noi e portare soccorso agli afflitti e speranza ai sofferenti”, la conclusione del messaggio: “Come credenti radicati nelle nostre rispettive tradizioni religiose e persone che condividono una visione di responsabilità comune verso l’umanità, in particolare quella sofferente, noi cristiani e indù, individualmente e insieme, e unendoci a persone di altre tradizioni religiose e di buona volontà, dobbiamo sforzarci di raggiungere coloro che si trovano nella disperazione, per portare luce nella loro vita!”.

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