Funerali Jole Santelli: mons. Nolé (Cosenza), “una donna intelligente, preparata e determinata” che è stata “capace di farsi prossima ai bisogni della gente”

“Quello che viviamo oggi è un momento di dolore e di sconforto per la perdita improvvisa e prematura di una persona cara e giovane”. Lo ha detto mons. Francesco Nolé, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, nel corso della messa esequiale della governative della Regione Calabria, Jole Santelli, celebrati nella chiesa di San Nicola a Cosenza. Alla celebrazione hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Partecipando a questa celebrazione a noi credenti non rimangono che due atteggiamenti capaci di donarci conforto e darci speranza: l’ascolto della Parola di Dio viva ed efficace e il ringraziamento per quanto compiuto in vita, che poi è il suo testamento morale e spirituale”.
Per il presule “al cospetto misericordioso del Padre la speranza e la fede finiranno perché e si riverseranno nell’oceano dell’amore di Dio”, ha detto il presule commentando le Scritture. “Cristo ci ha invitato ad essere pronto e vigilanti, con le cinture ai fianchi, segno di un amore continuo e responsabile e la fedeltà ai talenti che egli ci ha donato”. Così ha proseguito mons. Nolé: “Il ringraziamento va al Signore per il bene che ha compiuto per la famiglia, per la comunità, per la dedizione con cui ha assolto le sue responsabilità”. Mons. Nolé ha evidenziato “la sua dignità, la delicatezza e riservatezza nel gestire la sua vita personale e pubblica non cedendo alle provocazioni cui il mondo attuale specialmente dei social, ci sottopone”.
Il presule ne ha evidenziato “il coraggio con cui ha affrontato la malattia non facendo pesare sul suo lavoro e sul suo impegno politico e amministrativo”. Jole Santelli “è stata una donna intelligente, preparata e determinata, capace di comprendere il suo ruolo e di viverlo al meglio per il bene comune, tanto da poter essere promossa come punto di riferimento per le nuove generazioni”. Tracciandone ancora il profilo, l’arcivescovo di Cosenza ha evidenziato come “ha vissuto la sua fede senza ostentarla e neppure nasconderla. Ha amato la sua terra, la sua città, la sua comunità ecclesiale e di appartenenza. È stata una testimone del dialogo e della pace perché ha amato tutti con il suo cuore di donna, capace di farsi prossima ai bisogni della gente e di sostenere quanti si trovavano in difficoltà. È stata una donna concreta”.

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