Musica e arte sacra: Roma, da domani al 7 novembre il Festival in basiliche e chiese e per la prima volta anche nel Pantheon

Si svolgerà dal 4 al 7 novembre la ventiduesima edizione del Festival internazionale di musica e arte sacra nelle basiliche papali e le chiese di Roma, spaziando fra il repertorio sacro dal Cinquecento al Novecento e la musica di forte spiritualità. Fra gli appuntamenti, l’omaggio a Giacomo Carissimi che apre le celebrazioni del 350° anniversario della morte del compositore. Ad esibirsi nei concerti, con ingresso gratuito fino alla capienza massima di posti, saranno solisti, orchestre, cori e direttori di levatura internazionale. Organizzato dalla Fondazione Pro Musica e Arte sacra, alle basiliche papali di San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e alla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, il Festival aggiunge quest’anno e per la prima volta un altro luogo di straordinaria bellezza: il Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres, simbolo della continuità storica e delle radici dell’Occidente e anche dell’importanza della conservazione dei beni culturali, memoria e ponti tra le diverse generazioni. Il Festival – informano i promotori – si aprirà il 4 novembre, nella basilica di San Pietro, con la messa celebrata alle 12 dal card. Angelo Comastri, che avrà un nutrito accompagnamento musicale. Torna al Festival, a cui partecipa dal 2013, il direttore giapponese Tomomi Nishimoto con il suo IlluminArt Chorus formato da voci giapponesi e di altri Paesi asiatici, affiancato dall’Orchestra di Roma che raccoglie alcuni dei migliori musicisti provenienti dalle più importanti orchestre italiane. Eseguono la Messa d’incoronazione K. 317 di Mozart e alcuni brani sacri di Giulio Caccini. Al Coro del Vicariato vaticano – Basilica di San Pietro diretto da Temistocle Capone spetta invece l’esecuzione di brani liturgici di Lorenzo Perosi, esponente di spicco del movimento ceciliano, e di Domenico Bartolucci, cui si affiancano due compositori tedeschi, Wolfgang Joseph Emmerig e Moritz Brosig. Il primo concerto del Festival, sabato 4 novembre (ore 21), si terrà proprio al Pantheon. La rara esecuzione della Missa Redemptionis a otto voci, che Lorenzo Perosi dedicò a Pio XI per la chiusura dell’Anno Santo straordinario del 1933, viene affidata all’Ensemble vocale e strumentale Guillou Consort, giovane formazione veneta nata tre anni fa, diretta da mons. Valentino Miserachs Grau. Domenica 5 novembre (ore 21) l’appuntamento è alla basilica di San Paolo fuori le Mura con Tomomi Nishimoto alla guida dell’Orchestra di Roma e dell’IlluminArt Chorus per la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 di Beethoven, capolavoro di tutti i tempi, inno alla fratellanza universale, un richiamo di forte religiosità per il musicista di Bonn, che l’Unesco ha voluto inserire nel patrimonio universale dell’umanità. Voci soliste Rossana Cardia (soprano), Chiara Chialli (mezzosoprano), Delfo Paone (tenore), Ferruccio Finetti (basso). Gradito ritorno al Festival anche per il Coro e Orchestra della Cappella Ludovicea, ensemble musicale ufficiale dei Pii Stabilimenti della Francia a Roma e Loreto sotto l’alto patronato dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, e del coro della Venerabile Cappella musicale Liberiana diretti da Ildebrando Mura. Concerto tutto mozartiano, lunedì 6 novembre (ore 21), nella cornice della basilica di Santa Maria Maggiore con l’esecuzione del celeberrimo Requiem in re minore K. 626 e il mottetto Ave Verum Corpus K. 618. Cast internazionale con le voci soliste Pia-Marie Nilsson (soprano), Debora Beronesi (mezzosoprano), Rodrigo Ortiz (tenore) e Andrea D’Amelio (basso). Martedì 7 novembre (ore 21) il finale di Festival alla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio segna anche il concerto di apertura delle celebrazioni del 350° anniversario della morte di Giacomo Carissimi (1605-1674). Insieme alla Cappella musicale di Santa Maria dell’Anima, l’Ensemble Seicentonovecento che nel 2023 celebra i suoi 40 anni di attività, guidato da Flavio Colusso direttore al cembalo, omaggia una delle figure principali della vita musicale romana del Seicento (fondamentale il suo apporto al repertorio sacro del XVII secolo), apprezzato in tutta Europa. Ne “L’esercizio dell’Oratorio”, questo il titolo della serata, sono in programma gli oratori, di rarissimo ascolto, Sponsa Canticorum – “Dialogo à 4” e Vanitas vanitatum – “Contemptus mundi”, con voci soliste specializzate nel repertorio barocco. A inframmezzare i due oratori la meditazione spirituale tratta dal Quaresimale di Paolo Segneri SJ (1624-1694).

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