Diocesi: Terni, celebrato il primo anniversario dell’ordinazione episcopale di mons. Soddu. Essere “costruttori collaborativi del Bene”

(Foto: diocesi di Terni-Narni-Amelia)

È stato celebrato nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Terni il primo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nella diocesi di Terni-Narni-Amelia di mons. Francesco Antonio Soddu. “Ringrazio il Signore – ha detto il presule nell’omelia – e con voi chiedo la grazia di essere sempre strumento della presenza viva di Gesù Buon Pastore, avendo sempre la capacità di fare ogni cosa con e nella carità”.
Una riflessione quindi sulla festività dell’Epifania. “La domanda dei Magi e la loro ricerca, possiamo dire, siano la domanda di ricerca di senso del mondo di oggi, della nostra società che, in maniera consapevole oppure indiretta, si rivolge a noi credenti e ci chiede conto della luce di Cristo ricevuta nel Battesimo – ha affermato il vescovo -. Non capiti che costoro, ossia i magi di oggi, i ricercatori di Dio, non vedano più in noi o dalle nostre parti riflessa la luce di Gesù che ci è stata comunicata nel sacramento della nostra rinascita! Scrutando nel buio e alzando il capo, lontano dagli inquinamenti luminosi generati dall’uomo possiamo vedere la sua stella. Chiediamo perciò al Signore che ci conceda la forza di attenuare e progressivamente spegnere tutti i finti bagliori che circondano la vita personale; e nel buio buono dello spazio che saremmo stati capaci di ottenere, essere in grado di intercettare, nel firmamento dei molteplici astri, l’unica stella polare capace di orientare e dare senso alla nostra esistenza”.
E ha aggiunto: “Gesù Cristo, tra l’infinità di luci che possono pur brillare, ha una luminosità particolare, e perciò la si desidera e la si ricerca, perché di Dio, sebbene qualcuno possa ritenere il contrario, non se ne può far a meno. Egli è l’unico che accoglie, è l’unico che si è fatto umile sino alla morte per darci la vita, egli si è fatto carne, si è fatto debole. Infine si è donato totalmente fino a farsi pane perché potessimo nutrircene”.
Infine, un invito a riscoprire la luce della parola di Dio per dare senso alla vita e “scoprire il compito che il Signore ci affida. La vita di ciascuno di noi è una chiamata del Signore. Ognuno deve scoprire la propria vocazione, quella che Dio ha pensato unica, originale, irripetibile, per ogni singola persona e ogni giorno verificarla, di modo che si possa essere ‘sale della terra’ e non a caso anche ‘luce del mondo’. Fuori da questo criterio ci sono soltanto sotterfugi, doppi giochi, progetti negativi di sopraffazione. Il mistero dell’Epifania sia per noi, per la nostra società, per la nostra diocesi, il criterio affinché, costruttori collaborativi del Bene attraverso la corale partecipazione, possiamo essere manifestazione luminosa e punto di riferimento anche e soprattutto in questi tempi complessi”.
Al termine, il saluto e il ringraziamento del vicario generale mons. Salvatore Ferdinandi e la consegna del dono di un mantello da parte della comunità diocesana.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia