Comunicazioni sociali: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “tradurre l’afonia in ascolto”

“La nostra afonia di fronte al male va tradotta in carità di ascolto”. Lo ha scritto il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, nel suo messaggio per la 56ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “Tradotta – lo sottolineo, non riempita –. Perché è facile, di fronte ai vuoti di senso e di linguaggio che sperimentiamo nella vita, cedere alla tentazione di esercitare una funzione di supplenza: riempire i silenzi con qualsiasi chiacchiera, purché non si sentano, purché non ci assordino”, ha aggiunto il presule.
Sottolineando che, “sovente questa afonia, il ritrovarsi senza-parole, specialmente per chi della parola ha fatto una professione, porta con sé un sentimento di vergogna”, il vescovo ha evidenziato anche che “è il silenzio dell’imbarazzo di non-aver-nulla-da-dire”. “Di fronte a questo imbarazzo, è facile e spontaneo ricorrere alla parola che copre, alla parola che nasconde. Rattoppiamo i silenzi come meglio ci riesce, un po’ come fa chi nasconde la polvere sotto il tappeto. Tradurre l’afonia in ascolto, al contrario, significa fare i conti con il silenzio e lasciarlo parlare”.
Dalle parole di mons. Savino emerge anche un’altra realtà: “I paradigmi contemporanei dell’informazione e della comunicazione, in particolar modo quando veicolate attraverso il digitale, sembrano marginalizzare sempre più questa capacità. Serrati in schemi e ritmi sempre più rapidi, sempre più allusivi, sempre più rapsodici, i momenti di ascolto appaiono come un lusso che non possiamo permetterci nella comunicazione, tanto pubblica e informativa, quanto privata e personale”, ha avvertito il vescovo. Che ha concluso: “Saper ascoltare significa saper ricevere, e saper ricevere significa riconoscere l’Altro – la Parola dell’Altro – come un dono”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa