Comunicazione: Bignami al Copercom, “i coordinamenti fanno un buon lavoro quando la rete è in manutenzione sistematica”. L’invito a progettare insieme

“I coordinamenti fanno un buon lavoro quando la rete è in manutenzione sistematica. Se uno non ci vuole stare, inevitabilmente la rete avrà un buco”. Lo ha affermato il formatore Mauro Bignami, intervenendo all’incontro “I nuovi obiettivi del Coordinamento” che vede radunati, in presenza e in collegamento, oggi a Roma, presidenti e delegati delle 29 associazioni che fanno parte del Copercom.
Parlando delle “Potenzialità e prospettive progettuali di una rete imperfetta”, il formatore ha invitato i presenti a “pensarvi ciascuno come una corda diversa dall’altra che si devono annodarsi”. “Farete fatica a farlo come una corda di canapa a fatica si annoda con una bava da pesca. Ne uscirà una rete imperfetta”. Bignami ha poi evidenziato che “qualcuno ci chiede sistematicamente di continuare a gettare le reti”. “E ce lo chiede con fiducia”. Per questo, “non vi preoccupate se tra di voi qualcuno ha le spalle larghe, ha un ufficio stampa, aggiorna i canali social e qualcun altro si arrabatta. Non importa. A tutti viene chiesto che la rete possa produrre del bene”. “Se vogliamo rendere la rete con meno buchi possibili – ha proseguito – serve stare insieme, questa è la forza”. Quella del Copercom è una rete con “corde diverse”, il che significa “competenze, professionalità ed esperienze diverse”.
Bignami ha poi fatto due proposte. La prima è quella di fare ogni anno del messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali il programma del Copercom con “l’obiettivo di tradurlo in azioni concrete e realizzabili dagli aderenti del Coordinamento”. Si può pensare a “un tavolo di 5/6 persone che possa generare azioni che prevedono il lavoro insieme di almeno tre realtà aderenti al coordinamento e pensare e realizzare proposte che possano essere rivolte a tutti gli aderenti al Coordinamento”. Riferendosi a tema e contenuti del messaggio del Papa per la 56ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Bignami ha elencato una serie di iniziative che sarebbero potute scaturire se la proposta fosse già stata attuata. Per esempio, sarebbero potuti nascere percorsi formativi, ricerche qualitative che raccolgano i bisogni delle persone e delle comunità ecclesiali, racconti di storie, strumenti didattici o testi teatrali, campagne sui social network. E ancora si potrebbe pensare a incontri annuali con gli aderenti al Coordinamento che lavorano nello stesso campo d’azione, podcast, la realizzazione del Manifesto Copercom per “comunicare bene”, la definizione di una modalità di comunicazione positiva all’interno del Coordinamento, gemellaggi tra realtà aderenti al Copercom per uno scambio fattivo di conoscenze e di esperienze e per possibili progettazioni condivise, storytelling per raccontare con brevi video il messaggio del Papa. La seconda proposta avanzata è sul versante formativo: si tratta di corsi di base del Copercom incentrati sulla comunicazione, sulla cittadinanza digitale o sull’approfondimento dell’uso dei social.

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