Papa Francesco: a pellegrini salesiani, “Artemide Zatti fu ‘parente di tutti i poveri'”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Purtroppo, molti migranti perdevano i valori della fede, tutti presi dal lavoro e dai problemi che incontravano. Ma gli Zatti, grazie a Dio, fecero eccezione. La partecipazione alla vita della comunità cristiana, i rapporti cordiali con i sacerdoti, la preghiera comune in casa, la frequenza dei sacramenti non vennero meno. Artemide crebbe in un ottimo ambiente cristiano e, grazie alla guida di padre Carlo Cavalli, maturò la scelta per la vita salesiana”. Sono queste le parole di Papa Francesco ai pellegrini salesiani convenuti per la canonizzazione del beato Artemide Zatti, ricevuti nell’aula Paolo VI questa mattina. “Fu ‘parente di tutti i poveri’. La tubercolosi che lo colpì all’età di vent’anni sembrava dover stroncare ogni sogno, ma, grazie alla guarigione ottenuta per intercessione di Maria Ausiliatrice, Artemide dedicò l’intera vita ai malati, soprattutto ai più poveri, agli abbandonati e agli scartati”. Nel suo discorso Bergoglio ha ripercorso tutte le tappe della vita del beato: “I tre verbi ‘credetti, promisi, guarii’ esprimono la benedizione e la consolazione che toccano la vita di Artemide. Vive questa missione in comunione con i confratelli salesiani: è il primo ad essere presente ai momenti comunitari e con la sua gioia e simpatia anima la fraternità”. L’ultimo punto del discorso di Papa Francesco è stato una sua esperienza personale con il beato Artemide Zatti, “intercessore per le vocazioni”: “Quando ero provinciale dei Gesuiti dell’Argentina, conobbi la vicenda di Artemide Zatti, ne lessi la biografia e affidai a lui la richiesta al Signore di sante vocazioni alla vita consacrata laicale per la Compagnia di Gesù. Da quando cominciammo a pregare per sua intercessione, aumentarono sensibilmente i coadiutori giovani; ed erano perseveranti e molto impegnati. E così ho reso testimonianza di questa grazia che abbiamo ricevuto”. Prima di salutarli, il Santo Padre ha evidenziato il carisma della Congregazione, alimentato nella preghiera e nel lavoro: “Sono persone di pietà, sono allegri, lavoratori. In essi non si vedono ‘complessi di inferiorità’ per il fatto di non essere sacerdoti, e non aspirano a diventare diaconi. Sono consapevoli della loro vocazione e la vogliono così”.

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