Ddl Zan: lettera di 70 associazioni ai senatori, “scongiurare gli effetti illiberali del testo attuale”

La cosiddetta clausola “salva idee” (art. 4) del ddl Zan “non è assolutamente utile” a evitare “esiti illiberali: essa, anzi, “riduce il pur riconosciuto diritto costituzionale” a liberi “convincimenti” e a “opinioni nonché condotte legittime”. Lo affermano le 70 associazioni firmatarie della lettera aperta ai senatori, ai quali chiedono di “scongiurare gli effetti illiberali” che deriverebbero dal provvedimento poiché “tutto l’impianto del testo in esame conduce a rimettere nelle mani delle Procure penali il vaglio su manifestazioni di pensiero e su vincoli associativi, il che aprirà una stagione di delazioni e odio sociale, con evidenti effetti orizzontali di deterrenza sulla libera espressione e sull’organizzazione in corpi intermedi dei cittadini”.
Preoccupazione anche per l’art. 7, che, attraverso l’introduzione della giornata nazionale dedicata anche al “gender”, renderebbe “obbligatorio, in ogni scuola di ogni ordine e grado, l’insegnamento di tale ideologia anche ai più piccoli e indifesi e ciò anche contro il parere dei genitori, che sono gli unici ad avere il ‘diritto’ all’educazione dei figli, riconosciuto dall’art. 30 della Costituzione”. Verrebbe inoltre “calpestato l’art. 7 della Costituzione, il quale rinvia al Concordato ove, all’art. 9 si assicura una ‘piena libertà’ alle scuole paritarie, che sarebbe invece compromessa alla radice dell’impianto educativo”.
Gli estensori della lettera osservano infine che molte voci si sono alzate e si stanno alzando sul ddl Zan dalla società italiana: “all’unisono, seppur da diverse prospettive, chiedono di scongiurare gli effetti illiberali” sintetizzati nella missiva, “effetti che nulla hanno a che fare con il contrasto all’omofobia”. Di qui l’auspicio che il Senato sappia “interpretare al meglio” il suo ruolo di “massima guarentigia dei più elevati valori democratici e del bene comune per la società italiana” e la richiesta urgente di un incontro con la Conferenza dei Capigruppo. Tra i firmatari della lettera Alleanza Cattolica, Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, Amci, Centro Studi Livatino, Comunità Papa Giovanni XXIII, Mcl e Movimento per la vita

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