Settimana sociale: mons. Santoro (Avezzano), “occorre un rinnovato tempo di coraggio”

“Si sta affacciando un’idea di uomo che non ci piace. Siamo chiamati ad avere il coraggio di accettare che qualcosa andrà perduto e il coraggio di scegliere ciò che non è bene che vada perso”. Così mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano, durante il convegno del Movimento cristiano dei lavoratori questa mattina, parlando della 49ª Settimana sociale organizzata a Taranto dal 21 al 24 ottobre. “La Settimana – ha continuato – permette di offrire alle comunità degli strumenti per uno stile di discernimento comunitario dei segni, dei tempi e gli stimoli per progetti di comunità. Oggi le etichette non servono più ma è vero che tante comunità si costruiscono come immobili rifugi”. “Escono – ha spiegato il vescovo – due voci dalla prossima Settimana sociale. La prima dice che quello che sta avvenendo nel Mediterraneo è una vergogna. È la cifra di comprensione di ciò che siamo e ciò che non vogliamo essere. Siamo tutti parte di un sistema: lavoratori in nero, schiavitù degli immigrati nelle campagne, nei cantieri navali. La politica è chiamata a governare queste drammatiche realtà. La seconda voce dice alla Chiesa di essere capace di pagare un prezzo pur di schierarsi”. Il presule ha concluso: “Il Papa nella Fratelli tutti ci invita a sognare insieme. A tornare alla terra nella sua interezza. Ci scorrono sotto i piedi pezzi di umanità frantumata da poteri economici transnazionali. Davanti allo scempio della terra devastata dall’ingordigia, il Papa dice di non incrociare le braccia. Viviamo in un cambiamento di epoca che la pandemia ha accentuato. Occorre un rinnovato tempo di coraggio, uno sguardo libero dalle convinzioni”.

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