Coronavirus Covid-19: vescovi Nicaragua, “la vita viene al primo posto”. Denunciati “disinformazione e opportunismo politico”

“Nulla è più importante della vita I problemi che arriveranno dopo la pandemia sono molti, le sfide sono grandi, e solo restando vivi e uniti li potremo affrontare”. Lo scrive la Conferenza episcopale del Nicaragua (Cem) in un messaggio pubblicato ieri e pervenuto al Sir. Il documento, firmato dal segretario generale, mons. Juan Abelardo Mata Guevara, vescovo di Estelí, fa notare che “la pandemia è arrivata nel nostro caro Nicaragua nel momento in cui esso era un Paese impoverito, con l’aggravante di una crisi sociopolitica”. Nonostante questo, sostengono i vescovi, “constatiamo che il nostro popolo fedele è cosciente della fragilità e vulnerabilità del nostro sistema sanitario pubblico, della velocità con cui avanza il contagio, la verità rispetto al numero dei contagiati e dei morti per il virus”. Il riferimento è alla poca trasparenza con cui finora il regime ha diffuso i dati ufficiali rispetto all’andamento del contagio. Per settimane, in modo del tutto irrealistico, le autorità hanno diffuso numeri molto bassi, che in sole 24 ore si sono improvvisamente decuplicati. In questo momento, secondo i dati ufficiali, ancora ben poco credibili, ci sarebbero circa 280 contagiati e 17 vittime.
Rincara la dose il messaggio: “Con il nostro popolo stiamo condividendo la stessa situazione di incertezza, dolore e morte. Il dolore e l’impotenza conducono alla disperazione”. I vescovi citano “le famiglie che piangono i loro morti senza un ultimo saluto, il timore e la disperazione che il popolo soffre di fronte al silenzio dello Stato e la disinformazione sull’avanzare dell’epidemia, la paura o l’impossibilità di accedere agli ospedali, soffrendo così la malattia nella solitudine della propria casa, la manipolazione di coscienza, la costrizione e l’opportunismo politico nella gestione della pandemia”. In tale situazione, i vescovi nicaraguensi ribadiscono la propria “preghiera per tutti gli infermi, i morti e le famiglie colpite dal virus”, e ringraziano il personale sanitario per i loro sforzi quotidiani.

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