Coronavirus Covid-19: Istat, nella “fase 1” gli italiani hanno rispettato la distanza di 1 metro. Poche le visite fatte e ricevute

Anche il mantenere la distanza obbligatoria da persone esterne alla propria famiglia è stata una delle indicazioni per il contenimento del contagio molto rispettata; la maggior parte delle persone dichiara di essere riuscita sempre a osservare tale norma (92,4%), indipendentemente dall’età e dal genere. Lo rende noto oggi l’Istat diffondendo il report “Reazione dei cittadini al lockdown” relativo alla “fase 1” dell’emergenza Covid-19 nel periodo dal 5 al 21 aprile 2020.
“La percezione del rispetto generalizzato delle regole – spiega l’Istat – è confermata anche da quanti il giorno prima” dell’intervista “sono usciti per fare la spesa, il 90,1% di questi ha riferito che la distanza di un metro è stata rispettata, ad esempio, al supermercato”.
Dal report emerge poi che nella “fase 1”, meno di un quinto della popolazione di 18 anni e più (19,1%) ha fatto visita a persone per portare loro la spesa o farmaci o per fare semplicemente compagnia, di queste soltanto l’1,2% lo ha fatto tutti i giorni. “Non emergono differenze di genere e anche quelle per età sono decisamente modeste: la quota di chi è uscito per fare visite – si legge – si attesta intorno al 22% per tutta la fascia di età 18-64 anni e scende sotto la media tra la popolazione di 65 anni e più (circa il 10%). Le differenze sono molto contenute anche a livello territoriale”.
Chi è uscito, in oltre l’82% dei casi, è andato a trovare familiari e parenti (genitori/suoceri 45%), mentre nel 29% ha fatto visita ad amici, vicini o altre persone. Il 23,6% della popolazione di 18 anni e più ha ricevuto visite da persone che hanno portato loro la spesa, farmaci o sono venute per fare compagnia (si tratta di 11 milioni e 846mila persone, di cui più della metà di 65 anni e più).
La quota di chi ha ricevuto visite è molto contenuta e inferiore alla media per tutta la fascia di età 18-64 anni, sale poi al 32,3% tra la popolazione di 65-74 anni e raggiunge il 60,1% tra gli ultrasettantacinquenni.

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