Comunicazioni sociali: mons. Brunetti (Alba), “raccontare il buono che abbiamo maturato in questo lungo tempo, facciamolo diventare patrimonio comune”

“Troviamo il tempo per fermarci e raccontare e comunicare il buono che abbiamo maturato in questo lungo tempo. Quanti gesti di dedizione, di compassione, di solidarietà hanno caratterizzato questo spazio storico, raccontiamolo, scriviamolo facciamolo diventare patrimonio comune”. È l’invito lanciato ieri dal vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, nell’omelia pronunciata nella messa che ha presieduto in cattedrale, nella solennità dell’Ascensione del Signore, domenica in cui si è celebrata la 54ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.
Il vescovo, rivolgendosi ai fedeli presenti, ha espresso “gioia” per “potervi incontrare e celebrare in presenza l’Eucaristia”. “Questo lungo digiuno e silenzio e assenza, dovuto a salvaguardare la salute di tutti, finalmente è terminato”, ha osservato mons. Brunetti, aggiungendo che “sia pure con prudenza, eccoci nuovamente riuniti insieme, convocati dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito a celebrare l’Eucaristia, che tanto ci mancava”.
Commentando poi la pagina evangelica, il vescovo ha ricordato che “chi incontra noi incontra Gesù, siamo all’altezza di questa testimonianza?”. “Siamo credibili?”, ha domandato, spiegando che “in questo tempo di pandemia il mondo ha visto la presenza di Gesù nel nostro impegno a testimoniare il Vangelo e a esprimere vicinanza alle famiglie, ai malati e ai poveri”. E, dopo aver citato un passo del Messaggio del Papa per la la 54ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “‘Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria’ (Es 10,2). La vita si fa storia”, mons. Brunetti ha notato che “questo bisogno di narrare storie buone credo sia di fondamentale importanza in questo momento, storie in cui tutti noi abbiamo vissuto un’esperienza unica e difficile”.

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