Decreto Rilancio: Fand, “ci sono aspetti critici che provocheranno forti divisioni nel mondo delle disabilità”

“In merito all’ultima bozza del decreto, chiediamo al presidente del Consiglio e al Governo di riconsiderare unitariamente il testo del Decreto Rilancio per quanto attiene ai temi della disabilità perché, nel merito, presenta aspetti critici che provocheranno forti divisioni nel mondo delle disabilità e che di fatto contrastano con i principi Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”: così Nazaro Pagano, presidente di Fand. “Da quanto leggiamo nel testo, all’art. 111, sono stati incrementati fondi per la disabilità, come ad esempio il Fondo per le non autosufficienze (Fna) nel quale viene usato il termine ‘disabilità gravissima’ che non trova alcun riscontro in quanto la legge quadro per la disabilità, la 104/92, riconosce all’art. 3 comma 3 esclusivamente la ‘connotazione di gravità’, condizione che chiediamo quindi venga considerata unicamente in luogo della disabilità gravissima, al fine di non escludere una platea di aventi diritto che necessitano urgenti aiuti dallo Stato”.
Fand denuncia anche che nel medesimo articolo del Decreto viene utilizzato impropriamente il Fondo per la non autosufficienza anche per il sostegno “delle persone che se ne prendono cura” (ossia colf, badanti o operatori socio assistenziali) “senza considerare a pieno titolo i caregiver familiari che pure sono riconosciuti per legge dal 2017, creando anche in questo caso una netta disparità di trattamento all’interno delle famiglie”.
Altre criticità riguardano, tra l’altro, l’utilizzo dei Dpi sia per i minori sia per le persone sorde ove la mascherina rappresenta un problema nella comunicazione, i permessi ex-lege 104, l’equiparazione a ricovero ospedaliero del periodo di assenza dal lavoro per le persone con disabilità, la didattica a distanza non fruibile da tutti gli studenti con disabilità, la mobilità e l’accessibilità. “Sono questi i motivi che ci spingono a chiedere al presidente Sergio Mattarella, ove il Governo e Parlamento non facesse proprio il nostro appello, ad una attenta riflessione e rispondere così ai bisogni e alle emergenze delle migliaia di persone con disabilità e delle loro famiglie”.

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