Coronavirus Covid-19: Perugia, poliziotti con mascherine trasparenti per poter comunicare con persone non udenti

(foto Polizia di Stato)

Si chiama “progetto Enea” ed è stato messo in campo dalla questura di Perugia per poter essere maggiormente vicini alle persone sorde, una delle categorie più vulnerabili durante la pandemia di coronavirus Covid-19. I poliziotti del capoluogo umbro indosseranno mascherine protettive trasparenti nella zona labiale, questo per consentire una facilità di comunicazione con le persone sorde. Un progetto che, in sinergia con enti ed associazioni, è basato sul concetto di attenzione distribuita, permettendo agli agenti della Polizia di stato di rilevare più richieste e criticità nello stesso tempo. Le mascherine sono state consegnate direttamente agli agenti dalla signora Clarissa Bartolini, cittadina perugina molto impegnata nelle attività di integrazione delle persone con questa forma di disabilità. “La sordità è invisibile ai più perché non si vede e la comunicazione costituisce un ostacolo reale”, il commento della signora Bartolini riportato sul sito della Polizia di Stato: “Vogliamo continuare a sensibilizzare con messaggi di integrazione socio-culturale, promuovendo i valori dell’integrazione e della diversità, offrendo la possibilità di condividere in questo momento le mascherine per comunicare meglio con tutti”. Parole in consonanza con quelle del questore di Perugia, Antonio Sbordone: “Ritengo questo passo un tassello molto importante del ‘progetto Enea’, l’impulso del fare si è tradotto in un vero e proprio network collaborativo che parte dalla percezione dei bisogni del cittadino”.

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