Salute rifugiati e migranti: Oms, tra le 49 buone pratiche individuate dall’Health and Migration Programme anche 2 interventi del Cuamm in Puglia e Mozambico

Nel rapporto redatto dall’Oms sulla salute di rifugiati e migranti “Promoting the health of refugees and migrants”, un compendio di 49 buone pratiche individuate dall’Health and Migration Programme, ci sono anche due interventi realizzati da Medici con l’Africa Cuamm in Italia e in Africa, rispettivamente nelle provincie di Foggia e Bari e in quella di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico.
“Vedere il nome del Cuamm tra i 49 modelli virtuosi individuati dall’Oms a livello mondiale per la promozione della salute di migranti e rifugiati ci rende umilmente fieri. Siamo consapevoli dei limiti di quanto fatto e della strada ancora da percorrere ma questo riconoscimento oggi ci ricorda che il nostro impegno ha un impatto reale sulla vita di milioni di persone in difficoltà e per questo vale la pena continuare, andare avanti, con l’obiettivo di mettere sempre al centro la salute dei più fragili, prima di tutto in Africa, come facciamo da sempre e anche in Italia, in situazioni di estrema marginalità come in Puglia”, commenta don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm.
L’intervento di Medici con l’Africa Cuamm nelle provincie di Foggia e Bari è stato avviato nel 2015 in collaborazione con la Regione Puglia e la clinica di Malattie infettive e tropicali dell’Università di Bari “Aldo Moro” con l’obiettivo di rispondere ai bisogni sanitari della popolazione migrante e rifugiata. Sono migliaia le persone che vivono in questa area in condizioni igienico-sanitarie precarie, senza acqua corrente né elettricità, lontani dai servizi alla persona, in condizione di estrema marginalizzazione sociale.
L’intervento promosso permette di portare, anche in queste zone, servizi medici di base e specialistici, predisponendo un’equipe sanitaria multidisciplinare a bordo di una clinica mobile. Screening e presa in carico di malattie infettive per Hiv e Hcv, visite mediche di base e ginecologiche, sistema di riferimento alle strutture sanitarie del territorio, supporto psicologico, ma anche servizi di mediazione culturale e attività di educazione su temi legati alla salute, in un’ottica di inclusione nel sistema sanitario regionale.
Nella provincia di Cabo Delgado, a nord del Mozambico, l’intervento di Medici con l’Africa Cuamm interessa i distretti meridionali dove sono oltre 1 milione le persone che si sono rifugiate dall’inizio delle incursioni dei ribelli, nell’ottobre del 2017. Grazie al supporto di partner internazionali e attraverso una stretta collaborazione con le autorità locali, si lavora per offrire servizi sanitari di base all’interno dei campi sfollati e tra le comunità ospitanti, al centro ormai da anni di una vera e propria crisi umanitaria, ma anche per supportare i fragili sistemi sanitari nelle attività cliniche di base. “Ciò che è fondamentale è fare in modo che gli interventi promossi siano interventi integrati. Se da una parte è necessario rispondere all’emergenza sanitaria e ai bisogni immediati di questi gruppi vulnerabili, dall’altra dobbiamo investire nel rafforzamento delle comunità in un’ottica di lungo termine e quindi promuovere programmi di prevenzione fondamentali per ridurre i fattori di rischio”, afferma Edoardo Occa, responsabile per il Cuamm dei programmi di salute comunitaria in Mozambico.

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