Quaresima: mons. Lomanto (Siracusa), “le Lacrime della Madre di Dio siano motivo di riscatto e di cambiamento”

“Le Lacrime della Madre di Dio, in questo tempo di Quaresima, devono essere motivo di riscatto, di cambiamento, di nuovo cammino, di dono totale di sé a Dio”. Lo scrive l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nel messaggio per il tempo di Quaresima inviato oggi alla comunità diocesana. “Sosteniamoci l’un l’altro nell’impegno di rinnovamento nello spirito e nella missione, così da ottenere un dono più grande di grazia e giungere a celebrare il mistero pasquale con fedeltà all’adempimento del volere divino, con vivo senso di comunione ecclesiale e con generosa testimonianza di carità e di giustizia, nella famiglia e nella società”.
Mons. Lomanto invita a lasciarsi guidare dalla presenza materna di Maria che “ha creduto all’amore di Dio e ha accolto la sua parola, donando pienamente se stessa”, consegnando tre linee guida: credere con Maria all’amore di Dio; accogliere con Maria la Parola; donare con Maria tutto a Dio. “Maria ci insegna che la vita cristiana è credere all’amore di Dio, accoglierlo in noi e imparare ad amare come Egli ci ama. È necessario che ci lasciamo trovare da Dio, per accoglierlo nella nostra vita, per crescere con Lui e camminare dietro a Lui”. E, ancora, mons. Lomanto invita a riscoprire l’ascolto della Parola di Dio, “elemento fondamentale di vita spirituale per tutti i cristiani“. Guardando all’esempio di Maria, l’arcivescovo ribadisce che anche noi “dobbiamo accogliere la Parola che vuole incarnarsi in noi, farla nascere da noi e crescere in noi, e portare frutti che rimangano per sempre, uniti nel mistero pasquale della passione, morte e resurrezione di Gesù”.
Per questo è necessario riscoprire la “dimensione mariana della vita cristiana”. Infine, il presule ricorda che la diocesi di Siracusa “ha una specifica vocazione mariana caratterizzata dal pianto della Madonna avvenuto a Siracusa nel 1953”. “Accogliamo con umiltà questo dono prezioso, meditiamolo nel nostro cuore e doniamolo a chi ha bisogno di consolazione, di speranza e di pace – conclude –. La divina provvidenza l’ha affidato a noi per farlo conoscere, crescere e diffondere a tutti, come ci ha ricordato San Giovanni Paolo II nella sua visita pastorale a Siracusa”.

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