Beni confiscati: Libera, “luoghi parlanti, dall’inestimabile valore educativo e pedagogico”

“Dopo la legge Rognoni-La Torre del 1982, la legge 109 del 1996 è diventata un ulteriore spartiacque nella storia dell’antimafia istituzionale e sociale del nostro Paese. Oggi sono oltre 1.000 le realtà sociali che in tutta Italia, ogni giorno, con coraggio e generosità, trasformano luoghi che erano il simbolo del dominio criminale e mafioso sul territorio in luoghi in grado di raccontare una storia altra, un modello diverso di società, di comunità, di economia e di sviluppo”. Lo sottolinea oggi Libera, che ha promosso a Roma un appuntamento nazionale con la partecipazione di associazioni, istituzioni, soggetti gestori dei beni e cittadinanza per fare il punto sul tema dei beni confiscati e del loro riutilizzo pubblico e sociale. L’indagine “Raccontiamo il bene”, che Libera ha lanciato nel gennaio 2023, ha restituito anche elementi di sostenibilità economica e sociale della filiera della confisca e del riutilizzo: sul campione preso in esame si contano oltre 9.000 persone che, ogni anno, entrano nei beni confiscati e prendono parte al loro riutilizzo. “Luoghi parlanti, dall’inestimabile valore educativo e pedagogico.
In questi anni è stato compiuto un lavoro straordinario, di cui andare fieri e orgogliosi, che ha visto impegnati, ciascuno per la propria parte e con le proprie responsabilità e competenze, Magistratura e Forze armate e di Polizia, associazioni, cooperative, Sindacati, realtà legate alla Chiesa, Istituzioni ed Enti locali, che sono riusciti a trasformare questi beni da beni esclusivi a beni di comunità: scuole, centri di aggregazione, esperienze produttive, luoghi di accoglienza e di cura, senza dimenticare le significative esperienze legate alle aziende confiscate e rimaste sul mercato grazie all’impegno delle cooperative di lavoro. Insomma, un enorme lavoro plurale che ha rafforzato il tessuto sociale e che tiene unite le relazioni di una comunità, facendo da modello anche sul piano europeo e internazionale”.

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