Svizzera: Assemblea sinodale, verso una “migliore inclusione di tutti i battezzati” dai divorziati risposati alle persone LGBTIAQ*

Il processo di sinodalità ha due sfide: la prima è quella di “non permettere l’esclusione di molte persone dalla piena partecipazione alla vita della Chiesa” come “i divorziati risposati o le esperienze di donne, di persone dello spettro LGBTIAQ*”; la seconda è superare “il clericalismo”. E’ quanto emerso ieri dalla “Assemblea sinodale svizzera” che si è svolta nell’Abbazia di Einsiedeln (Sz) con la partecipazione dei membri della Conferenza dei vescovi svizzeri, dei delegati diocesani, degli operatori impegnati per i poveri egli emarginati, migranti, giovani, donne, comunità religiose, ed esperti di pastorale, Chiesa e teologia. Un totale di oltre 50 persone provenienti da tutta la Svizzera. L’Assemblea – si legge in una nota diffusa oggi dalla conferenza episcopale svizzera – ha avuto il compito di riunire le relazioni sui risultati della fase diocesana del Sinodo in una relazione nazionale. Il rapporto finale sarà pubblicato in estate, dopo la traduzione nelle tre lingue nazionali, e sarà inviato a Roma insieme ai rapporti diocesani per il lavoro continentale (dall’autunno 2022 alla primavera 2023) e per il lavoro successivo mondiale (autunno 2023). La Svizzera dunque spinge verso una “Migliore inclusione di tutti i battezzati”. “Il rapporto tratta gli aspetti della sinodalità della Chiesa”, spiega la nota. “Dove ha successo e dove fallisce questa sinodalità? Vanno menzionate due sfide in particolare. Una è quello di non permettere l’esclusione di molte persone dalla piena partecipazione alla vita della Chiesa. Ad esempio, dei divorziati risposati o le esperienze di donne, di persone dello spettro LGBTIAQ*. Inoltre, ci sono esperienze di altri gruppi che non si sentono realmente ascoltati o presi sul serio nella Chiesa, come i giovani o le persone con un background migratorio. D’altra parte, il rapporto guarda con occhio critico al clericalismo ancora diffuso nella Chiesa. La sinodalità può avere successo solo se si supera il clericalismo e si sviluppa una comprensione del ministero sacerdotale che favorisca una Chiesa sinodale”. L’Assemblea ha votato anche, “con decisione”, per continuare a “essere una Chiesa sinodale” in Svizzera, nella consapevolezza che “lo sviluppo verso una Chiesa più sinodale è un percorso di apprendimento. La sinodalità non si realizza rapidamente. Ci vogliono fiducia e pazienza, anche se le aspettative di risolvere rapidamente i problemi sono altrettanto elevate”.

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