Rosario per la pace: famiglia ucraina, “preghiamo per le vittime della guerra”

“Preghiamo per le vittime di guerra, soprattutto per le persone più indifese: i bambini, gli anziani, gli ammalati. Preghiamo per le famiglie lacerate; per i padri e le madri che aspettano il ritorno dei figli e per i figli che aspettano il ritorno dei padri e delle madri dai campi di battaglia, perché nessuno abbia a soffrire ingiustamente”. E’ la preghiera della prima decina del Rosario per la pace, recitata da una famiglia ucraina durante il Rosario presieduto dal Papa nella basilica di Santa Maria Maggiore. “Preghiamo per i sacerdoti, per le persone consacrate e per quanti portano la parola di speranza e il conforto della fede alle popolazioni colpite dalla guerra, perché siano sempre strumenti di misericordia”, la preghiera letta da un cappellano militare nella seconda decina.  “Preghiamo per il personale medico e i volontari che ogni giorno portano gli aiuti umanitari ai più bisognosi, perché siano sempre più convinti e numerosi”, la voce di un volontario nella terza decina: “Per le famiglie e per tutte le persone che con cuore aperto hanno accolto nelle loro case i profughi, perché non si stanchino di esprimere la generosità e la solidarietà”. “Preghiamo per i torturati e i moribondi, soprattutto quelli che si spengono in solitudine, perché rimangano ancorati alla fede”, ha pregato una vittima nella quarta decina. “Preghiamo perché, per la morte redentrice di Gesù Cristo, che ha riconciliato il mondo con il Padre, cessino le guerre e regni una pace duratura in tutte le nazioni”, la preghiera finale, relativa al quinto Mistero doloroso, guidato da due profughi.

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