Servizio civile: card. Zuppi, “grande opportunità da rilanciare”

(Foto Siciliani - Cristian Gennari/SIR)

“Chiediamo con forza che venga rilanciato il servizio civile, perché è una grande opportunità che può rispondere a tante necessità e raccoglie lo sforzo, la visione e la profezia vissuti in tanti anni. Oggi con la guerra in Ucraina è ancora di più un enorme valore”. Lo ha detto il card. Matteo Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, intervenendo a Roma al convegno organizzato da Caritas italiana “Obiezione alla violenza. Servizio all’uomo. 50 anni di obiezione di coscienza in Italia. 45 anni di servizio civile in Caritas”. L’appuntamento celebra il cinquantesimo anniversario del riconoscimento giuridico, attraverso la legge 772/72, dell’obiezione di coscienza al servizio militare e i 45 anni della stipula della convenzione tra Caritas e Ministero della Difesa, che consente alle diocesi di accogliere i giovani.  “All’epoca l’obiezione di coscienza era una scelta, un rischio – ha osservato il card. Zuppi -. Oggi il servizio civile è una opportunità ma l’opportunità ci deve essere”. Essere in un periodo di guerra, ha aggiunto, “ci fa capire ancora di più il valore di questa esperienza”, per cui ha chiesto al governo italiano ”un vero rilancio, con un impegno anche economico”. “La guerra è una tragedia ed è incosciente pensare che andrà tutto bene – ha sottolineato più avanti -. Gli obiettori di coscienza e l’obiezione di coscienza ci aiutano a trovare un po’ di consapevolezza e ad affrontare con più responsabilità un momento davvero decisivo”. Il presidente della Cei ha ricordato che la Chiesa italiana “fu tra i promotori principali del servizio civile”. La Caritas ha infatti accolto in questi anni 100.000 giovani “ed è l’ente convenzionato con il maggior numero di obiettori l’anno, circa 5.000”. Inoltre il servizio civile è “una grande opportunità per aiutare le organizzazioni a crescere”. Al convegno era presente anche il ministro per lo sport Andrea Abodi, con delega al servizio civile, che ha detto: “Chi ha responsabilità di governo vuole continuare ad investire per il servizio civile”.

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