Risparmio: Acri-Ipsos, “inflazione sta riducendo i risparmi cumulati, per mantenere i consumi molti italiani ricorrono alle proprie riserve o a prestiti”

In Italia, “il peggioramento delle attese è legato da una parte all’inflazione, dall’altra alle preoccupazioni per il futuro. Infatti, le famiglie colpite da una situazione lavorativa sfavorevole sono rimaste invariate e, al contempo, il tenore di vita è peggiorato per il 19% (contro un 10% del 2021), il 38% ha vissuto difficoltà, mentre coloro che hanno vissuto un miglioramento sono solo il 7%, circa la metà rispetto al 2021”. È quanto emerge dall’indagine “Gli italiani e il risparmio”, realizzata da Acri, l’Associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di risparmio, insieme a Ipsos. Giunta alla 22ª edizione verrà presentata lunedì a Roma, in occasione della 98ª Giornata mondiale del risparmio.
“L’inflazione – viene spiegato – sta riducendo i risparmi cumulati, perché per mantenere i consumi molti italiani hanno fatto ricorso alle proprie riserve o a prestiti. Quindi si riducono le famiglie in grado di far fronte con mezzi propri a situazioni di difficoltà: il 39% potrebbe affrontare con serenità una spesa imprevista pari a 10.000 euro, il 75% una di 1.000. La capacità di risparmio è quindi una fonte di tranquillità rispetto all’attuale situazione economia e rimane, come in passato, una priorità: più di un terzo (37%) non vive tranquillo se non mette da parte qualche risparmio, che preferisce tenere liquido, facendo giocare agli investimenti un ruolo di secondo piano. In questo contesto gli italiani fanno sempre più fatica a trovare un investimento ideale”.

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