Irlanda del Nord: incontro leader delle chiese cristiane con Segretario di Stato Heaton-Harris, “necessario intraprendere un’azione urgente, popolo vive la crisi peggiore del costo della vita”

Mercoledì 26 ottobre, i leader delle Chiese d’Irlanda (cattolica, presbiteriana, metodista e il Consiglio delle chiese irlandesi) hanno incontrato il Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, l’on. Chris Heaton-Harris. Le Chiese hanno sottolineato che “la necessità di un’azione urgente da intraprendere alla luce del fatto che il popolo dell’Irlanda del Nord sta attraversando la peggiore crisi del costo della vita da generazioni”. Nel corso dell’incontro – si legge in un comunicato congiunto diffuso ieri sera – i leader cristiani hanno riferito al Segretario di Stato “la realtà della vita della gente comune” che le Chiese condividono nelle comunità e parrocchie, delineando “lo stress significativo causato dalla paura di ciò che accadrà nei mesi a venire e l’incertezza sul sostegno che è essendo offerto”. “Nel delineare alcune delle iniziative che le nostre Chiese stanno intraprendendo sul campo – si legge nella nota – abbiamo colto l’occasione per esortare la Segreteria di Stato a fare la chiarezza necessaria in relazione al sostegno che è stato promesso, soprattutto per i più vulnerabili della nostra società, che sono sempre i più colpiti quando c’è una crisi del costo della vita”. “In una conversazione produttiva e ad ampio raggio”, i leader religiosi hanno anche “colto l’occasione per evidenziare le relazioni sempre più tese su queste isole e all’interno delle comunità locali, causate dall’esito della Brexit e dal conseguente Protocollo dell’Irlanda del Nord”. “Insieme abbiamo esortato il Segretario di Stato a incoraggiare il suo collega, il ministro degli Esteri, a lavorare per un accordo negoziato con l’Unione Europea che affronti entrambe le questioni commerciali e consenta alle persone di essere sicure nella propria identità, consentendo alle relazioni di migliorare”. Tra i temi affrontati anche quello dell’introduzione di un regime di aborto “più liberale” presente nell’attuale progetto di legge che desta preoccupazione alle Chiese.

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